La sorpresa della giornata

Il giovane Francesco Manuel Bongiorno sta per giocarsi col vecchio Rogers una delle tappe più prestigiose del giro. Uno dei troppi spettatori che si esibiscono davanti alle telecamere lo spinge rischiando di farlo cadere. Bongiorno perde il ritmo e la tappa. Come carattere non è uno dei più tranquilli del gruppo e all’arrivo ti aspetti un plotone di parolacce e imprecazioni. Invece ai microfoni commenta: “Forse il tasso alcolemico era troppo alto“. L’ha presa bene.

CALPE

I ragazzi della Bardiani hanno già approntato allenamenti mirati alle intemperanze dei tisosi

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Il capo degli industriali

Il ruolo del capo degli industriali è quello di parlare. Quello in carica, che aveva una squadra di ciclismo, che ha detto di essere come Freire, quando parla dice bisogna fare questo, speriamo che si faccia quest’altro, e io invece penso speriamo di non vedere più un finale di corsa come quello della Roubaix del 1996, che si dice l’abbia dettato lui per telefono, e anche se poi ha smentito comunque non ha convinto nessuno.

Roubaix1996

La gioia dipinta sul volto di Bortolami, a destra nella foto

Cav

Lo so che non sta simpatico proprio a tutti, ma addirittura un complotto mi pare esagerato. O forse il Giornale oggi non parla di lui, e allora è meglio se Cavendish, a scanso di equivoci, lo soprannominiamo solo Cannonball.

ilG.30.05.14

Warpaint

Leggere una recensione più che positiva e un’interessante intervista. Cercare su internet e fare la loro conoscenza attraverso il video di Elephants. Ascoltare i loro dischi, così difficili da trovare (e poi l’industria discografica si lamenta che non vende), in cui è come sentire insieme dark e shoegaze e trip hop, Siouxsie e Cocteau Twins e Blonde Redhead, Bjork e Emiliana Torrini, Raincoats e Massive Attack. Questo è il percorso col quale si può arrivare a ritenere le Warpaint il gruppo più entusiasmante della prima metà degli anni 10. E penso che ci sarei arrivato anche ascoltando solo la musica, senza guardare le figure.

Warpaint-elephants

Rododendri

Per un cittadino come me il rododendro era solo un fiore che stava nei vecchi libri di scuola. E lì l’avevo dimenticato. Finché questa tappa, passando per l’Oasi Zegna, non ne ha mostrati tanti e tanto colorati che qualsiasi mazzo di fiori avessero offerto al vincitore non poteva sembrare che misera cosa al confronto.

zegna

Oasi Zegna