Siamo in 2, anzi 3

Quando ho aperto questo blog, il 2 aprile scorso, perché se l’avessi aperto il primo sarebbe stato preso ancora meno sul serio, pensavo che fosse un bell’azzardo un blog che non dichiarava di cosa parlava, lasciando che lo chiarissero i vari post, come se la gente avesse tempo da perdere su internet con tutti i siti porno che ci sono, un blog che alternasse ciclismo musica letteratura fumetti e chissà cos’altro ancora mi verrà da scrivere. Un blog che per il ciclismo preferisse un po’ di umorismo (sempre che ci riesca) alla retorica degli eroi, della fatica, della polvere e del bianco e nero, tipo quei servizi di Alessandra De Stefano con in sottofondo una musica da film dove lui e lei si amano ma uno dei due muore (e non era nemmeno ciclista, che uno poteva dire che è morto perché si drogava) e il film finisce giusto in tempo prima che il sopravvissuto trovi presta consolazione tra le braccia di un altro che goda di più salute. Poi, tra i miei visitatori ho scoperto schiantavenna’s blog, all’indirizzo schiantavenna.wordpress.com e non mi chiedete che significa questa parola – fatto, anch’esso con umorismo, da due ciclofili piemontesi. E da un po’, tre puntate, hanno iniziato la pubblicazione di un racconto, G.D., che non c’entra niente col ciclismo. E quindi non siamo soli in quest’infinito universo duepuntozero in espansione, ammesso che l’infinito abbia spazio per espandersi: ma tu guarda in che interrogativo logico-filosofico sono andato a cacciarmi proprio ora che il post era già finito!