MisundersTour – prologo

Mentre i siti ciclistici seri vi anticiperanno le composizioni delle squadre, e poi vi proporranno l’analisi dei favoriti, degli outsider e del percorso, e poi, una volta partiti, vi forniranno puntuali cronache e competenti commenti, la Zeriba Illustrata, che è un blog fatto da uno che di ciclismo non ne capisce, può solo parlare di fraintendimenti, equivoci e notizie inequivocabilmente false ma plausibili. E gli equivoci nel ciclismo di oggi sono più facili, innanzitutto perché spesso non si possono usare le radioline ed è pratica sempre più diffusa che, ad ogni arrivo di ogni gruppetto sul traguardo, il primo, a scanso di equivoci, intanto esulti in segno di vittoria, e poi vada a verificare se c’erano altri davanti. E poi la globalizzazione: già è andata bene al ciclismo che nessuno lo definisca multietnico, ma comunque con le tante lingue che si parlano in gruppo è sempre più difficile farsi capire. Basti ricordare cosa è successo al Giro nella tappa di Bari, quando il gruppo andava a passeggio per la pericolosità delle strade non solo bagnate ma anche meridionali, e l’esperto vicesceriffo Quinziato, temendo una brunettiana accusa di essere fannulloni, gridava “Go” a quelli dell’ Orica, e invece quei mattacchioni australiani, noti anche per i video divertenti che mettono sul loro sito, hanno iniziato a cantare “Go Johnny Go / Johnny Be Good”, ed è dovuto intervenire Mauro Vegni per fermare Oss che stava già andando all’ammiraglia a prendere la chitarra elettrica da bagnato.

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