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Se nel ciclismo ci fossero le categorie come nel canottaggio, a Domenico Pozzovivo nessuno potrebbe togliere il Mondiale a Cronometro Pesi Leggeri.

pozzovivo

Il fallo di Paolo Nori

Eh, ormai ero abituato (bene) che di ogni nuovo libro di Cavazzoni, Celati, Cornia o Benati (che in realtà non scrive mai) ne venivo a sapere in anticipo sul blog di Paolo Nori. Trovare in libreria il nuovo di Cavazzoni, La valle dei ladri (Quodlibet), che è una riscrittura di Cirenaica, senza averne già letto qualche citazione in quel blog, è stata una gradita sorpresa. Buona lettura a me.

Cavazzoni

copertina di Matticchio

Brasile

Possono servire a qualcosa i Campionati del Mondo di Calcio? Dipende. Quelli di quest’anno, per esempio, si svolgono in Brasile e, com’era preventivabile, in edicola e nei negozi di musica c’è qualche compilation in più di musica brasiliana. E siccome i buoni cantanti e musicisti brasiliani abbondano, è facile che in questi dischi si possa scoprire sempre qualche nome o qualche canzone che non si conosceva già. Per esempio Solo el fin, brano dei Carpenters nella versione dell’impareggiabile Astrud Gilberto. E sì, perché la nazionale brasiliana potrà pure pareggiare, Astrud Gilberto no. E così anche i mondiali di calcio possono servire a qualcosa.

AstrudGilberto

Ritratto di Astrud

Zandegù 2 – 45 giri

C’è stato un periodo, durato qualche decennio, in cui un 45 giri non si negava a nessuno. In tanti che non erano cantanti professionisti, ma personaggi in altri ambiti, hanno avuto la possibilità di incidere uno o più dischetti. E per questo mi sorprende che invece a Zandegù, il ciclista che perdeva semmai le volate ma non le occasioni di cantare, nessuna etichetta discografica gli abbia mai fatto incidere niente. E allora spero che, almeno, al prossimo revival della musica exotica – e ormai sono passati una ventina di anni dal precedente – l’industria discografica non si lasci scappare l’opportunità di pubblicare finalmente il bislacco flamenco luogocomunista “El Contador”.

Zandegù

Zandegù 1 – Il panorama

Dino Zandegù racconta che avrebbe potuto vincere qualche corsa in più se a volte non si fosse distratto a guardare il panorama. Ieri la tappa al Delfinato è passata vicino ai 4 reattori nucleari di Cruas. Ecco, quella sarebbe stata una tappa adatta a Zandegù.

cruas

Paura del Tuono

Ho avuto il piacere di conoscere Andrea Paggiaro, in arte Tuono Pettinato, alla fumetteria Comixfactory di Caserta. In quell’occasione ha disegnato per tutto il tempo senza mai dare l’impressione di essere stanco o stufo, e mi sono fatto l’idea di un artista molto generoso che rischia forse di essere dispersivo. Però, per fortuna, i progetti si concretizzano, i libri escono, e a fine 2013 per GRRRzetic, la casa editrice che uno si chiede ma come fanno, ha pubblicato il volume Corpicino, che è un viaggio nella macabra attenzione all’orrore sia dei media che del pubblico, con spunti satirici e antropologici e la consueta ricchezza di citazioni, o forse è più una tesina antropologica redatta attraverso la satira, o forse un’altra cosa ancora. E penso che si imparerebbero e ricorderebbero più cose se i testi universitari fossero fatti in questo modo. Il libro si apre con una citazione di Fritz Lang che ne costituisce una sintetica ma valida introduzione: «Ci sono solo due categorie di persone: i cattivi e i molto cattivi. Ma noi siamo giunti ad un accordo e chiamiamo buoni i cattivi e cattivi i molto cattivi», e alla fine si rivela il meno rassicurante tra quelli finora pubblicati da Tuono Pettinato, per il quale si direbbe che i tempi del Magnifico lavativo siano già lontani. O no?

corpicino

 

Lettera dallo Zar

Quando correva Alexander Vinokourov ci faceva divertire. Attaccava, non si arrendeva mai, vinceva come e quando meno te l’aspettavi, come quella tappa di Parigi, che però, per le tante energie che seppe trovare, un sospetto poteva fartelo venire, al pari delle Paris-Tours di Virenque e Dekker. E anche quando fu sorpreso emotrasfuso se la cavò in maniera originale, dicendo che, se si fosse iniettato il sangue del padre, nelle analisi avrebbero trovato più alcool che altro. Stupidi noi a non averci pensato. Ma col tempo è diventato sempre più difficile simpatizzare per il kazako. Prima l’accusa di aver pagato Kolobnev perché gli lasciasse vincere la Liegi del 2010, ma, data la vocazione del russo per i piazzamenti, sarebbero stati soldi buttati. Poi qualcuno ha notato che, alle Olimpiadi di Londra, Uran, allora ancora un outsider, in testa con Vino nell’ultimo chilometro, si sia voltato un po’ troppo a vedere la volata per il bronzo. E infine il legame col regime kazako, non proprio un esempio di democrazia, non aiuta a renderci più simpatico Vinokourov. Ora la notizia di una lettera di richiamo a Nibali per scarso rendimento. Viene quasi da pensare che ormai l’unica differenza tra Vino e Tinkov, oltre al fatto che il primo risponde dei soldi di altri e il secondo fa quello che vuole dei suoi, stia nel fatto che il secondo usa i social network, mentre il primo si limita, almeno per ora, alle comunicazioni aziendali. E viene da pensare anche, per contro, ai Galbusera, che da anni sponsorizzano quella Lampre che i talenti o li spreca o se li fa scappare e rimedia figuracce, eppure non fanno mai commenti. Una bella differenza di stile, in confronto agli ex sovietici, o, per passare ad altro sport (o presunto tale), in confronto a Napoleone De Laurentiis, o a quegli Agnelli che, ormai, sono rimasti gli unici in Europa, insieme ad Angela Merkel, ad essere favorevoli alla politica del rigore. Ma suonerebbe paradossale se la comunicazione fosse stata inviata al solo Nibali, vista l’annata fin qui disastrosa del ricco squadrone asiatico. E allora viene da chiedersi se il richiamo è per un questione di rendimento a prescindere o collegato alla retribuzione corrisposta. Perché allora Valentin Iglinsky, se tanto mi da tanto, o gli hanno inviato una busta con dentro due proiettili o lo tengono a nero.

London12

Daspita!

Per la prima volta La Zeriba Illustrata propone un quiz.

In questa immagine si nasconde un personaggio colpito da Daspo. Riesci a distinguerlo?

Zoncolan