MisundersTour – il lupo del Mortirolo

Dopo l’Aquila di Filottrano, il Delfino di Bibione e lo Squalo dello Stretto, ecco  il lupo del Mortirolo. Non è il soprannome di un ciclista, anche se c’è da pensare che il prossimo che vincerà su quella cima rischierà di beccarsi tale soprannome, ma un lupo vero e proprio, anzi sembra si tratti di un branco. Mi chiedo se un anno o solo un mese fa sui giornali generalisti (ci risiamo) il Mortirolo sarebbe stato solo una montagna, o sarebbe già stato il monte dei ciclisti, la cima del Giro d’Italia. Non so, ma mi viene anche il sospetto che ci siano stati tanti che hanno continuato a seguire il ciclismo negli anni scorsi, ma si siano nascosti, avevano paura a parlarne. Del resto il Mortirolo è noto soprattutto a chi ha seguito il ciclismo negli ultimi venti anni, gli altri sono rimasti al Bondone. Però mi chiedevo anche di cosa parlano poi gli articoli dei quotidiani che hanno gridato al lupo, in genere di destra. E potrebbe essere – è un’ipotesi – che da buoni liberisti e antropocentristi, ponessero il problema dei rischi di aggressioni da parte di questi animali invadenti, checché ne dica la cinofila Sciura Brambilla. E allora, come con tutti gli animali, che vivono liberi secondo quegli istinti che sono non a caso definiti animaleschi senza con questo voler offendere, innanzitutto non bisogna andare a disturbarli, a stuzzicarli. Per cui se qualcuno va lì a svegliarli alle 5 di mattina per fargli un controllo antidoping a sorpresa, poi non venisse a lamentarsi di essere stato azzannato.

lupo