MisundersTour – Pompa Magna

Tre settimane a elogiare la semplicità, la sobrietà di Nibali, e la RAI, invece di tenere lo stesso stile, ha sparato sugli ultimi 3 chilometri dell’ultima tappa una musica trionfale, quasi a coprire la cronaca della corsa. E poi, dedicato il minimo di attenzione all’ultima volata, che sembrava quasi che disturbasse, è arrivata a valanga la peggiore televisione, il peggior destefanismo. E se l’orgoglio dei familiari e della vecchia squadra di Nibali è più che comprensibile e lecito, molto meno lo è quello degli italiani presenzialisti, che cercano di essere dove accadono gli eventi da prima pagina, che sia una vittoria al Tour, un truce omicidio o un disastro navale. Non saprei di cosa possano legittimamente essere orgogliosi gli italiani se questo loro fenomenale connazionale, che spesso negli ultimi anni era l’unico a provarci, nei grandi giri nelle classiche e ai mondiali, è dovuto andare a correre nella squadra governativa kazaka, mentre gli imprenditori privati italiani sono troppo impegnati a fare i vittimisti per avere il tempo di sponsorizzare una squadra ciclistica.