Quelli che vincono la Sanremo

Inseriscano pure la Pompeiana, anzi, data la vocazione alle frane del litorale ligure, facciano una piccola deviazione in Val d’Aosta a cercare le salite che facciano la selezione, ma, secondo me, capiterà sempre l’occasione in cui storceranno il naso, davanti a un vincitore della Sanremo, quelli che vorrebbero veder vincere solo i campioni più campionissimi di tutti. Da quando è iniziata questa storia? Dimenticandosi, per esempio, del Gomez che vinse nel 1982, ai tempi di Moser Argentin Contini e Saronni, direi nel 2011. Goss aveva già vinto a Bruxelles e a Plouay, era in ascesa, non vinse una volatona a sorpresa ma se la giocò alla pari con i big e fu più abile tatticamente, oltre che più veloce. Quell’anno riuscì ancora ad arrivare secondo al mondiale, battuto solo dall’imbattibile marito di Peta Todd. Il problema è che semmai dopo non è stato più all’altezza e si è un po’ perso. L’anno dopo Gerrans è stato portato in carrozza da due corridori generosi come Cancellara e Nibali, nonostante si sapesse che l’australiano era più veloce. Ma mica un velocista qualunque; uno capace di vincere tappe in tutti i grandi giri, in volata o sulla dura salita di San Luca, e anche lui già vincente a Plouay (strano che questa corsa sia sempre sottovaluta dai media italiani, nonostante diverse vittorie di connazionali, compreso il giovane Nibali). Nel 2013, poi, si può dire che la gara sia stata un po’ falsata dalla neve e dal chilometraggio ridotto, ma Ciolek ha fatto, una volta tanto, quello che ci si aspettava da lui dalla remota e stracitata vittoria al campionato tedesco, lui manco 19nne ai danni della vecchia gloria Zabel. E infine quest’anno, invece di godersi una nettissima vittoria di Kristoff in volata, dopo 300 km, su tutti i favoriti, i commentatori e giornalisti sono rimasti delusi dalla scarsa risonanza del nome del vincitore. Ma poi, in pochi mesi, ecco che prima Gerrans vince la Liegi dimostrando una volta di più di essere un gran cacciatore di classiche, furbo se preferite, ma efficace. E Kristoff ha dilagato vincendo Francoforte, due tappe al Tour e Amburgo, e candidandosi come favorito per il Mondiale. Ma ci sono quelli a cui, in occasione delle classiche monumento, piace dire che lì vincono solo i grandi, dimenticando troppo facilmente, per citare a caso, Bal al Fiandre, De Mol alla Roubaix, Iglinsky (anche se quello buono, Maxim, non Valentin) alla Liegi e Zaugg al Lombardia. Ovviamente i nasi, ai commentatori e giornalisti italiani, gli si storcono solo per gli stranieri, non per il Colombo o il Faresin di turno.

Sanremo1982Gomez