Cambio di stile

Secondo me, poi potrei sbagliarmi, non sono pochi gli appassionati di ciclismo che sotto sotto hanno piacere quando capitano casi di doping negli altri sport, e tanto più quanto più è importante il personaggio coinvolto o è seguita la disciplina, perché è la dimostrazione di quello che pensano in tanti, cioè che il doping ci sia dappertutto e che nel ciclismo non ci sia più doping, ma soltanto più antidoping. Però, anche chi può avere questa sotterranea soddisfazione deve ammettere che in alcuni casi si esagera, e nel caso di Carolina Kostner, un personaggio che pure non mi ha mai ispirato simpatia, si sta sfiorando il grottesco, tanto più se poi si pensa al rapidissimo ritorno in pista di dopati giamaicani o degli stessi Stati Uniti che solo pochi anni fa mandarono in galera Marion Jones. Non so se questo accanimento sul caso Schwazer sia la ricerca di un capro espiatorio in un paese moralmente disastrato. Però le dichiarazioni del presidente del CONI, che parla di dramma personale, si dichiara amico della pattinatrice, e come cittadino non ritiene giusta la condanna, sembrano quasi voler invitare i giudici sportivi a moderare le loro richieste, ma qui è un’impressione, potrei sbagliarmi di nuovo. Di sicuro è un cambio di stile rispetto al predecessore che chiamò traditrice Marta Bastianelli, positiva per un integratore prima delle Olimpiadi di Pechino e poi punita con una squalifica che a tutti è parsa eccessiva, lei che l’anno prima aveva vinto, con una fuga audace, un mondiale che rimane nella memoria di chi l’ha visto. Però, quando stamattina un quotidiano nazionale dedica il taglio alto della prima pagina al mercato del doping, e la notizia è affiancata dalla foto non di un ciclista ma stavolta di un marciatore, beh, è una novità, positiva per gli appassionati di ciclismo, una cosa quasi da festeggiare. Con uno snack al cioccolato?

ilMsg.03.12.14