promozione

Dunque, riassumiamo: la gara di cross di Silvelle di Trebaseleghe viene anticipata per meglio consentirne la ripresa televisiva. Ma c’è prima un’interminabile partita di calcio da un oratorio, con le immancabili e imperdibili interviste del dopo gara, e quindi della prima delle due prove di cross vediamo poco. Poi partono gli élite maschili. Come da tradizione per ogni gara di cross, viene ricordato che gli unici due giovani stradisti italiani davvero validi, che non sono solo promesse, Aru e Trentin, da giovani hanno fatto ciclocross (e ora ne girano alla larga). Che non ci siano stradisti per me non è un problema, ma io non faccio testo: per dire, quando c’era la Sei Giorni di Milano negli anni 90, c’erano Martinello e Villa, c’erano Risi e Betschart, e Lombardi, Baffi, Bincoletto, De Wilde, per me bastava, non sentivo il bisogno di uno stradista illustre che si improvvisasse pistard in coppia con un tutore scafato. Poi i conduttori RAI annunciano il commissario tecnico. Ci aspettiamo Scotti, e invece no, è Cassani, che in sostanza dice che nel ciclocross possono esserci giovani interessanti da convertire, dirottare, verso il ciclismo su strada. Intanto la gara va, senza gli stranieri dello scorso weekend, senza Falaschi e Bianco che hanno preferito correre all’estero (come pure la Lechner tra le donne). Arriva il ct pertinente, e parla soprattutto del suo tentativo disperato di convincere Fontana, che sta facendo cross per divertimento e per preparare la stagione in mountain bike, a partecipare al mondiale. Ma gli sponsor del campione italiano vogliono che lui privilegi la mtb, che, per di più, e al contrario del ciclocross, è disciplina olimpica. La gara finisce e la cosa più spettacolare è lo sprint sull’asfalto (=strada) per il secondo posto. Beh, direi che questa diretta, come promozione del ciclocross sarebbe da bocciare.

Silvelle_2014