Leila Marzocchi

Se qualcuno stamattina mi avesse incontrato all’edicola mentre compravo Internazionale avrebbe pensato che mi interessava leggere qualcosa di Tsipras e della Grecia. Ma figuriamoci se alla mia età mi aspetto ancora qualcosa dai politici. No, è che c’erano quelle due paginette che il settimanale dedica al cosiddetto graphic journalism, insomma i fumetti, e questa volta era il turno di Leila Marzocchi. I suoi fumetti, le sue illustrazioni sono ammalianti, a volte cupi, e poi ha un sito, leilamarzocchi.it, con una grafica incantevole, che noi che ci arrangiamo su internet adottando qualcosa di già impostato possiamo soltanto ammirare e chiederci ma come fa.

LeilaMarzocchi

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male

Una delle tante storie del ciclismo è quella dell’australiano Jack Bobridge, fenomeno nell’inseguimento su pista che, vinto tutto quello che c’era da vincere, passa alla strada ma lì delude. Poi si scopre che ha l’artride reumatoide che gli provoca dolori alla schiena. Bobridge allora lascia il circuito World Tour, torna in Australia in una piccola squadra e, prima che la malattia avanzi e che i grossissimi nomi (Wiggins, e poi forse Martin e Cancellara) lo rendano inavvicinabile, punta al Record dell’Ora. Si prepara bene, tanto da vincere su strada ad inizio stagione anche davanti ai grandi, ma il tentativo del record stamattina fallisce. E dubito che ci riprovi, perché ha dichiarato che è stata la cosa più vicina alla morte che gli sia capitata. E per questo mancato record ci sono rimasto male: tutto qui.

bobridge

Le figure

Se in libreria o sulle bancarelle sto dando un’occhiata ai libri per ragazzi non è per fare un regalo a qualche ipotetico parente, no, sto a vedere le illustrazioni, e se poi uno di quei libri lo compro, lo compro per me. Poi, se in libreria, in edicola, in tv, dove capiti, riconosco gli inconfondibili disegni di Emanuele Luzzati penso: fermi tutti! Ma pure il settimanale Internazionale quando lo compro è per vedere le figure, mica per leggere le disgrazie. Se anche a voi piacciono le illustrazioni, e se vi trovate dalle parti di Vicenza, a piazza dei Signori 56, presso il negozio L’Idea Di Maria Luisa Amatori, c’è una mostra delle xilografie, antica tecnica di stampa, con cui Mirta Caccaro,  artista poliedrica nel campo delle arti visive, ha illustrato la fiaba di Giovanna Grossato Jacopo è un grande sognatore. Sul sito dell’artista mirtaccaccaro.it potete leggere le recensioni che riguardano la sua ricerca artistica, sul colore, sullo spessore del segno, le tecniche di stampa (laboriose, mica sono parto di un pc), le influenze o ispirazioni, io ci vedo Chagall e gli espressionisti, e le altre tecniche, le altre discipline, anche sculture come le pittosculture antropomorfe, però io vi direi intanto andate a vedere le figure.

fabulous

freschezza

C’è un’espressione dialettale da queste parti, difficile anche da trascrivere, “Frisch’all’anema e tutt’e muorte vuoste”, che è un augurio di freschezza, di refrigerio, per le anime dei morti della persona cui è indirizzata. E’ un’espressione che ho sentito, in passato, soprattutto dai mendicanti quando ricevono un’elemosina, e mi è venuto spontaneo oggi di augurarla, uscita fuori da qualche remoto angolo della memoria, alla cosiddetta First Lady americana. Già si distinse qualche anno fa per un atteggiamento informale e contrario al protocollo con quella Regina cui i Sex Pistols e gli Smiths auguravano tanto bene. Ieri ha presenziato ai funerali del Re saudita con abito colorato e senza il velo, nel pieno rispetto di sé stessa. Mi sa che alla fine dell’anno prossimo, al termine del mandato degli Obama, la perdita maggiore non sarà certo quella del neo-militarista Barack, ma quella della Gentile Signora Michelle.

michelleobama1

Ragazze che vogliono ballare

“La fiducia è una cosa serie che si da alle cose serie” diceva un vecchissimo carosello che non tutti ricorderanno. Se vogliamo dar retta allo slogan, e pure sorvolare sul fatto che pubblicizzasse un insapore formaggio industriale, concediamo allora fiducia a Stuart Murdoch. L’ultimo album del suo gruppo Belle and Sebastian viene presentato come un disco dance. Ma è sempre lo stesso Murdoch: scrive sempre belle canzoni, che già dopo un paio di ascolti ti entrano in testa, in esse parla sempre di girls (stavolta ragazze che in tempo di pace vogliono danzare) e, cosa che non guasta, cura anche la confezione del disco,  con foto sue e disegni di Katharine Heath. E poi volete mettere lo sfizio di una canzone dedicata alla poetessa suicida Sylvia Plath, idolo di generazioni di femministe e decadandies (anche il nostro Faust’O) che invece di suonare cupa sembra invece una hit estiva del millennio scorso?

KatharineHeath

Sempre presente

Sgradita a Brunello Fanini che ne chiese la squalifica, e forse anche la scomunica, quando promosse lo sciopero al suo Giro della Toscana, sconosciuta a Paolo Savoldelli che la ribattezzò Naomi, Noemi Cantele è la prima donna a vincere il premio “Bici al chiodo”, assegnato a ciclisti ritiratisi. Noemi Cantele ha vinto importanti gare internazionali, due medaglie mondiali, ed è stata presente tutte le volte che l’Italia femminile ha vinto il mondiale. Beh, forse la prima volta, quella della Cappellotto, era solo davanti al televisore, ma fa lo stesso. In uno sport, o, meglio, nel settore femminile di uno sport dove i ritiri non fanno notizia (Monia Baccaille tornerà a correre? Nessuno ne sa niente? E lo stesso ritiro della Cantele, anche se nell’aria, sembra come avvenuto all’improvviso, durante una stagione, la scorsa, in cui aveva iniziato gareggiando, poi a un certo punto non era più in gruppo) è bene che non sia stata subito dimenticata. Ma meglio sarebbe se rimanesse nell’ambiente con qualche incarico importante, tecnico, dirigenziale, basta che sia importante.

Noemi Cantele Plouay2007

Vincitrice a Plouay