Treccine

Da quando Adriano De Zan smise di fare le telecronache di ciclismo non abbiamo più ascoltato certe espressioni francesi che usava con frequenza: niente più fringale, né ciclisti che salgono en danseuse (neanche ora che, dopo anni di tristi passisti, è arrivato Contador) né enfant du pays. Resta solo qualche parterre de rois, semmai usato a sproposito, come quando tra questi “nobili” si include il popolano Sgarbozza. E chissà se c’è un termine francese che corrisponda alla parola “cazzimma”. Tornerebbe utile per descrivere Pauline Ferrand Prevot, ritenuta l’erede della sua capitana Marianne Vos, ma va bene che la francesina è contemporaneamente campionessa del mondo su strada e del ciclocross, ma da qui a osare il quasi blasfemo paragone ce ne corre. L’olandese è esplosa in più giovane età, ha corso per un decennio senza risparmio (ecco perché neanche 30enne si incomincia a sospettare il suo declino), ed ha vinto anche su pista, dove la treccina non si azzarda. Inoltre la Prevot corre di meno, forse più oculatamente, ma ciò non le impedisce pesanti sconfitte: l’estate scorsa ai mondiali di MTB è arrivata solo 8^ nonostante abbia corso nella categoria under 23 e non tra le élite. Ma soprattutto non stravince, almeno per ora, come faceva e forse farà ancora Marianne, che non aveva bisogno di quelle furbizie e cattiverie a cui invece ricorre la francesina. Ne abbiamo letto più volte (vedere invece non è facile in Italia) e anche come gregaria (al Giro 2014, in favore proprio della Vos) ha avuto comportamenti quasi scorretti. E ieri, al Trofeo Binda, Paolina è scattata mentre la sua rivale più forte, l’altra treccina Liz Armitstead, stava per abbeverarsi e aveva la borraccia tra i denti. Così l’inglesina, con tipico aplomb inglese, ha mandato platealmente a quel paese la rivale, e alla fine l’ha battuta, nonostante quella potesse fare gioco di squadra con la Van Den Breggen, altra ciclista in ascesa. E a questo punto, con la Vos infortunata e orientata verso la MTB e la Johannson infortunata e orientata verso la maternità, le due cicliste delle opposte sponde della manica, l’una vincitrice del Campionato Mondiale e l’altra della Coppa del Mondo, potrebbero dare vita a una nuova rivalità, ma, in tal caso, attenzione a che non si afferrino per le treccine.

PFP+LA