i parametri di Maastricht

Certe classiche il telespettatore italiano le ha conosciute (Amstel) o conosciute meglio (Fiandre) con la creazione della Coppa del Mondo nel 1989 e la trasmissione di ampie dirette su reti che non erano la RAI. Prima, se c’era la diretta, era solo per gli ultimi chilometri, a volte a corsa già decisa. E forse così si è rimasti legati ai percorsi di allora, all’arrivo del Fiandre a Meerbeke passando per Geerardsbergen, a quello della Liegi nel centrale Boulevard de la Sauvenière, e anche al lunghissimo rettilineo d’arrivo della Paris Tours sull’Avenue de Grammont poi segata in due dal tram. In seguito per gli arrivi si sono cercati luoghi migliori logisticamente ed economicamente. E c’è stata anche la tendenza a scegliere per la bisogna ripide salitelle, come Ans per la Liegi e il Cauberg per l’Amstel, che hanno finito per condizionare la condotta di gara, come già succedeva alla Freccia Vallone col muro di Huy. L’arrivo dell’Amstel in cima al Cauberg ha visto gli italiani spesso protagonisti, ma per chi vuole innanzitutto una gara più spettacolare ed aperta penso che era meglio il vecchio percorso, con certe stradine strette nel finale, che manco in Belgio, e l’arrivo a Maastricht. Era una gara aperta a più possibilità: fughe solitarie, gruppetti o anche volate (i tedesconi Ludwig e Zabel l’hanno vinta). Comunque il fatto che dal 2013 sia stato spostato l’arrivo più avanti di un paio di km ha reso la corsa meno condizionata dal Cauberg e secondo me anche migliore dal punto di vista scenografico. Anche se, va detto, in quei posti c’è talmente tanto pubblico che copre la visuale.

AmstelGR1991

1991: la volata a zig zag di Maassen ai danni di Fondriest