Promesse non mantenute

Di promesse non mantenute se ne sono viste tante nel ciclismo, e quindi non è il caso di annunciare troppo facilmente l’avvento di nuovi campioni o azzardare paragoni. Qualcuno si ricorderà che Berzin, ad esempio, venne paragonato a Merckx. Però è lecito aspettarsi grandi cose dal giovane francese Julian Alaphilippe, che è arrivato secondo sia alla Freccia Vallone che alla Liegi Bastogne Liegi, in entrambi i casi con una gran volata in rimonta, e nel secondo caso facendosi largo senza i famosi timori reverenziali verso un ex campione del mondo come Rui Costa. Tutto questo a soli 22 anni, un’età in cui i giovani italiani o hanno già dato molto nelle squadre dilettantistiche nelle corse di paese, e nella migliore delle ipotesi diventeranno professionisti discontinui o sporadici nelle squadre di seconda fascia, oppure, se passano nelle affollate squadre World Tour, sono tenuti nella bambagia, in attesa di diventare gregari e promesse mancate. E la storia che Beppe Conti ripete, ormai fino allo sfinimento, di Formolo che è arrivato secondo ai campionati italiani dietro quel Nibali che di lì a poco avrebbe vinto il Tour, mi ricorda Angelo Lopeboselli, che arrivò secondo al Lombardia 2003 e poi scomparve, e mi sono sempre chiesto se per stare attaccato a quell’incontenibile ultimo Bartoli non abbia consumato tutte le energie di una carriera.

Lombardia2003

Il finale del Giro di Lombardia 2003