A ognuno il suo

Sarebbe bello se nel mondo del ciclismo non ci fossero quegli accadimenti o quelle proposte (adesso c’è quella sulle condizioni climatiche limite per poter gareggiare), per cui anche sulla prima pagina di uno dei più detestabili quotidiani italiani (poi è questione di gusti) ti tocca vedere che dice la sua un giornalista che si occupa prevalentemente di calcio, sport nel quale ci sono costantemente aggressioni, bombe, polemiche infinite sugli arbitri, indagini infinite su combine, e altri accidenti, insomma tutto tranne che un serio sistema antidoping. Del resto sarebbe imbarazzante applicare il sistema Adams, basato sulla continua reperibilità e sulla comunicazione di ogni spostamento, ai calciatori, con le frequentazioni che hanno.

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