La bandana buttatela

Oggi il Giro arriva a Madonna di Campiglio. Questa località ormai sembra famosa soprattutto perché nel 1999 Pantani fu fermato per ematocrito alto. Forse questa cosa la scrivono pure sui depliant turistici. Se non ne potete più di tutta la retorica su Pantani e di tutte le congetture (invero più dei giornalisti che degli inquirenti) sulla sua morte, e neanche dei brutti monumenti che sono spuntati dappertutto, oggi è una giornata a rischio. Già ho letto qualche articolo acrobatico sulla faccenda doping, ma penso che se si vuole affrontare seriamente l’argomento i peggiori criteri da adottare sono quelli del tifo o dello sciovinismo. Molti ricordano che Pantani non è mai stato trovato positivo; è vero, proprio come Bjarne Riis. Qualcuno è convinto che Pantani se non ci fosse stato il doping avrebbe vinto anche di più; guarda, proprio quello che disse Eddy Planckaert di sé stesso quando ammise l’uso di sostanze vietate. L’unica cosa certa, o molto probabile, è che se non ci fosse stato il doping in tanti sarebbero ancora tra noi, in tutti i sensi, quella capa di bomba di Riis ancora pronto a salire su una moto con la bici di scorta di Contador in spalla quando la strada è troppo stretta, Pantani in qualche reality show, e non si vedrebbe in giro ancora qualche cicloamatore, che di stare tra di noi forse si è stancato e invece del casco porta la bandana. Beh, io la tappa la vedrò lo stesso, non tolgo neanche l’audio per non perdermi le perle vernacolari di Lelli, perché alla fine la corsa è come quegli alberi piantati in strada senza attenzioni né cognizioni in materia, che a un certo punto le radici spaccano tutto, marciapiedi, piastrelle, e vincono loro.

radici