quel giorno era oggi

Poi viene un giorno, e quel giorno era oggi, che in testa alla corsa restano due sempre piazzati, e uno dei due dovrà soccombere, non è il fatale destino, è la matematica. E a soccombere è Greg Van Avermaet che vince, mentre Peter Sagan la scampa anche oggi, arrivando ancora una volta secondo. Solo questo arrivo ha movimentato una tappa noiosa, tranne che per i sadici morbosi che hanno potuto esaminare, grazie alla tv francese, ogni centimetro di pelle (mancante) di J.C. Peraud rotolato sull’asfalto. C’è stato un solo altro momento in cui ci aspettavamo un po’ di spettacolo, quando i cronisti hanno detto che Alexandre Geniez stava per passare vicino casa sua. Allora, memori della sua discesa al Giro d’Italia, attendevamo di vederlo entrare in casa sua dalla porta e uscire dalla finestra, con una tazza di caffé in mano, senza mai scendere dalla bici, e invece niente.

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