La costola del Tour

Appena inizia la diretta de La Course by le Tour de France c’è una brutta notizia. Non mi riferisco alla pioggia che rende scivolosa la strada, ma al fatto che la diretta non è da Parigi, ma dallo studio di Milano. Comunque in questi giorni di Tour si sono avvicendati in quello studio tanti ciclisti o ex; perché allora non invitare una ciclista per l’occasione? Probabilmente in RAI non ci hanno nemmeno pensato; e del resto perché avrebbero dovuto, avendo già a disposizione Gigi Sgarbozza, ormai “relegato” al ciclismo minore, cioè ciclocross e femminile. Tra l’altro Sgarbozza, con le sue difficoltà e i suoi inciampi nel parlare, ormai fa impappinare anche il suo sodale Piergiorgio Severini, e i due sembrano diventati i Fratelli de Rege del ciclismo. Questo non è un bel servizio reso alla gara, che già di suo più che una grande corsa è una piccola vetrina. 89 km pianeggianti e arrivo almeno tre ore prima dell’ultima tappa del Tour, vinta da Greipel mai così forte: quante persone riescono a stare tanto tempo in strada o davanti alla tv? Percorso senza difficoltà, e solo se piove, come oggi, la selezione può farla la (s)fortuna o l’abilità, a meno che…

AVdB-LaCourse

… il nuovo vero fenomeno del ciclismo femminile, non la francesina che è riuscita a cadere per il secondo anno consecutivo nonostante l’abilità che dovrebbe derivarle dalla pratica del ciclocross, bensì Anna Van der Breggen, non parta all’ultimo giro e riesca a mantenere pochi secondi di vantaggio. Voilà.

podioLaCourse