intendiamoci

E alla fine mi è venuto da pensare che, se qualcuno ha seguito questo blog, o ha creduto che ci scrivono più persone che la pensano diversamente o … peggio, cioè che lo scrive uno schizofrenico. No, qua faccio tutto io, compresi i rari disegni. E’ che, a non voler ragionare per frasi storiche o sentenze, come fa la De Stefano, il ciclismo di questi anni e quello che se ne dice o scrive ti fanno vedere le cose da diversi punti di vista, te ne fanno vedere i pro e i contro, oppure ti mostrano delle contraddizioni. Per esempio, sono assolutamente gratuite le accuse di doping rivolte a Froome, sia perché basate su niente, sia anche perché alimentate da commentatori televisivi che hanno ammesso l’uso del doping o sono stati squalificati e non possono facilmente riciclarsi come moralizzatori. E qui si può notare una contraddizione, almeno tra i commentatori italiani, poi non so all’estero come la pensano sul famoso periodo di 10-15 anni fa: che se si parla del doping e di quelli che correvano negli anni 90 e nei primi anni zero, quando se ne parla in generale erano tutti dopati, e hanno colpe che questi di adesso stanno scontando, ma quando si parla di un ciclista specifico, con nome e cognome, era un grande ciclista, tranne forse i mostri Armstrong e Riis.  Ma, tornando a Froome, diciamo che sarebbe meglio, che fugherebbe i cattivi pensieri, se il figlio del presidente dell’UCI non collaborasse con la Sky. E’ una cosa difficile da capire o, qui come altrove, si pensa di essere al di sopra di tutto? E poi c’è il modo di impostare la stagione, la questione dei picchi di forma. Quando ho iniziato a seguire il ciclismo non pensavi “che fenomeno quello là che corre da marzo a ottobre e fa le classiche e i grandi giri”, no, perché allora era normale, e allora il vero sconfitto di questo Tour potrebbe essere Oleg Tinkov e la sua idea che i grandi ciclisti debbano correre tutti i tre i grandi giri. Ma abbiamo visto fallire anche chi ne ha preparato uno solo. E allora non è che ogni giorno cambio idea su Nibali e Valverde; semplicemente mi piacerebbe vedere Valverde correre come Nibali e Nibali correre quanto Valverde. Ormai sono rimaste solo le donne a correre tutto l’anno. Sarà mica sintomo del fatto il ciclismo femminile non è ancora abbastanza evoluto? Non sarebbe un’evoluzione auspicabile. E non mi è piaciuto ieri sentir dire che la Longo Borghini, per fare bene al Giro, avrebbe dovuto correre di meno in primavera, perché, a parte il fatto che in tal caso non sarebbe arrivata la vittoria al Fiandre, lei ha fatto la stessa primavera della vincitrice del Giro. E proprio con le donne voglio concludere questo pezzo. Dove non sono arrivate le Cronache Gialle di Alessandra De Stefano arriva invece La Zeriba Illustrata. Parlando della Ragazza col turbante, meglio conosciuta come la Ragazza con l’orecchino di perla, il famoso quadro di Jan Vermeer, la De Stefano riesce a fare un ritratto psicologico della modella e si spinge a dire che non era felice, ma non ci dice perché. La Zeriba Illustrata invece sa perché non era felice quella ragazza olandese, connazionale di Marianne e Anna ed Ellen e Annemiek e Lucinda e Kristen, e pure di Leontien a voler andare indietro nel tempo, quella ragazza che al cinema fu interpretata dalla Johansson, ma non Emma, quell’altra che fa l’attrice. Ecco qua svelato il mistero:

laragazzacon