Riparazioni

Da quando la Vuelta è stata spostata a settembre sembra essere diventata una specie di esame di riparazione per i ciclisti da corse a tappe che, nella stagione, non sono riusciti a vincere né Giro né Tour. Sporadici i casi in cui qualcuno ha tentato la doppietta Giro-Vuelta, riuscendoci (Contador) oppure no (Nibali). Ma quest’anno Froome tenta l’accoppiata Tour-Vuelta, più difficile dato il poco tempo tra le due corse. Tranne Contador quest’anno alla Vuelta ci sono tutti, ma probabilmente verranno decimati dalla stanchezza di fine stagione. Invece l’Eneco Tour, il giro del Benelux inventato da Hein Verbruggen contemporaneamente al World Tour, sembra un esame di riparazione per le classiche del nord. Ma non soltanto per i ciclisti, ché qui è riuscito a vincere chi una classica non l’ha vinta mai (Boom) o non ancora (Stybar?) o non la vincerà più (Ballan), ma anche per i percorsi. L’anno scorso, ad esempio, una tappa si è conclusa sulla Redoute, che non è più decisiva nella Liegi, e poi da qualche anno l’ultima tappa passa e spassa sul muro di Geraardsbergen, che, da quando è stato tolto dal tracciato del Fiandre, tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Ecco, sembra una riparazione verso quelli che le classiche del nord le hanno conosciute diverse, con l’arrivo trionfale della Liegi sul Boulevard de la Sauvenière e il Fiandre deciso da quella salita, ormai imparata a memoria, verso quella cappella, che potrebbero anche smontarla e ricostruirla pari pari sul Paterberg non sarebbe la stessa cosa. E ieri ha vinto Quinziato, esperto di pietre (era in testa alla Roubaix 2011 insieme a Vansummeren), poche vittorie, un mondiale cronosquadre, una certa autorità in gruppo, e così anche questa è riparata.

QuinziatoHetN160815

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