Un tranquillo weekend senza paura

E’ capitato che in Belgio, mentre a Bruxelles c’era quella specie di coprifuoco, in altre città c’erano importanti appuntamenti ciclistici. Al velodromo di Gent, la città fiamminga dove da padre australiano nacque il very british Bradley Wiggins, si concludeva una delle più importanti 6 giorni, o una tra le poche rimaste, ed ha vinto il più esperto del circuito, Iljo Keisse, che ha gareggiato qui tante volte, ma quest’anno, per la prima volta, poteva vantarsi anche di un’importante vittoria su strada, l’ultima tappa del Giro, e così non sentirsi inferiore neanche in questo al compagno danese Michael Morkov, che invece ha vinto alla Vuelta 2013 la tappa della famosa fuga di Tony Martin, che per quanto lunghissima fu inferiore di una cinquantina di metri al necessario. E poi il ciclocross. Se qualche tifoso di Sven Nys aveva paura che nella sua ultima stagione non riuscisse a vincere neanche una gara, ecco che sabato il 39enne ha vinto una prova del Soudal Classic, il terzo circuito belga dopo il Superprestige e il BPost Bank Trophée. Lì non c’erano i giovani rampanti, che puntavano tutto sulla gara del giorno dopo, poi ci arriviamo, ma gli avversari validi non mancavano, insomma quelli che fino a pochi anni fa sembrava dovessero contendersi la leadership della specialità, e invece poi sono arrivati questi ragazzi, mentre Nys non ha mollato, e a loro alla fine sono rimaste le briciole. Poi ieri domenica c’è stata la gara di Coppa del Mondo a Koksijde, e sembrava che ci fosse meno pubblico del solito, forse più a causa del clima diciamo cautelare che di quello meteorologico, ma comunque se si disputa un cross in Italia con quel freddo e quella pioggia ci sono a stento i parenti. Dunque sono partiti a tutta i giovanissimi scatenatissimi, il dominatore della stagione Wout Van Aert, il campione europeo Lars Van Der Haar e il campione mondiale Mathieu Van der Poel, che rientrava dopo un infortunio, e si sono dati battaglia da subito, alternandosi in testa e tentando di staccarsi a vicenda. E Sven Nys indietro di molte posizioni, sembrava tranquillo, potevi pensare che era già sazio per la vittoria del giorno prima, ma quando mai si sazia De Kannibaal Van Baal? Chissà come si dice “tomo tomo cacchio cacchio” in fiammingo, in neerlandese, insomma in quella lingua che parlano là, perché servirebbe per descrivere la prima metà corsa di Nys, che pedala sulla sabbia meglio degli altri, entra nei dieci e dopo un po’ è già quinto, poi terzo, infine rimane solo con Wout Van Aert, e qui inizia un duello che renderà questa una delle più belle e combattute e appassionanti gare dell’anno di tutte le specialità di tutto il ciclismo di tutto il globo. Attacchi alternati e alla fine, scegliendo bene la traiettoria prima dell’ultima curva, Nys vince, neanche allo sprint, la sua 50esima gara di Coppa, e Van Aert sembra non prendersela più di tanto, e in fondo da ragazzino, cioè pochissimi anni fa, sarà stato anche lui uno dei tanti fans di Nys, e non poteva che restare ammirato. E così se qualcuno aveva paura di continuare ad assistere ad assoli del giovane Wout, ora può stare tranquillo e attendersi altre gare combattute col vecchio belga e il giovane Van der Poel. Ma tornando ai numerosi supporter che ieri hanno potuto esultare e festeggiare, che cosa sarà di loro, quando a fine stagione crossistica Sven Nys si ritirerà, senza neanche pensare alle Olimpiadi (perché ha vinto anche 5 titoli nazionali in mtb e, volendo, su strada una corsa continental con un ottavo posto in classifica al Giro del Belgio)? Dovranno scegliere se convertirsi al tifo per Van Aert, che è così giovane ma da già tante soddisfazioni, o diventare nostalgici che però quando c’era Nys era un’altra cosa.

Koksijde15