Scena da un matrimonio

I ciclisti ognuno si riposa a modo suo, chi va ai Caraibi, chi torna al paese natio e chi si sposa, come Sagan, che figuriamoci se non si inventava qualcosa per la cerimonia, e la novità è che stavolta, in un’atmosfera molto mitteleuropea, la moglie gli è complice. E poi dicono che il matrimonio fa mettere la testa a posto.

SaganspK,111115

sognatori

Oggi sul sito del settimanale Internazionale c’è un video del giornalista del Guardian Gary Younge che dice che va bene il realismo ma la politica ha bisogno anche di sognatori e non ha tutti i torti.

sognatori

LA ZERIBA SUONATA – i Beirut secondo me

I Beirut sono un gruppo abbastanza famoso, almeno credo, costruito attorno a questo Zach Condon, cantante e polistrumentista, nato nel New Mexico, che viene in Europa perché interessato alla chanson francese e si appassiona anche alla musica balcanica. La loro è una fusione di pop e musica bandistica e, secondo me, sono uno dei migliori gruppi pop in giro in questi anni.  Questa è So Allowed dal loro ultimo album No No No.

Una caratteristica, non so se voluta o casuale, è che molte canzoni portano nomi di luoghi e città, Bratislava, Brandenburg, Nantes, Gibraltar, e c’è anche una Postcard From Italy, in seguito rifatta anche da Florence and the Machine.  Da questo si capisce che Zach Condon non è appassionato di ciclismo, altrimenti farebbe canzoni intitolate Koppenberg, Remouchamps o Tre Cime di Lavaredo. Allora ascoltatevi quella intitolata alla sua città natale Santa Fe.

studi

Dagli studi fatti tanti anni fa, forse l’ho già scritto, l’unica cosa che credo di avere imparato è che ai numeri si può far dire quello che si vuole. Per questo diffido sempre delle notizie, per di più approssimative, di statistiche sondaggi e ricerche varie. In questi giorni si parla di un esperimento fatto in Tasmania, in cui hanno applicato un contapassi a delle persone anziane per 15 anni (in questo lasso di tempo sarà morto pure qualche ricercatore), e hanno visto che in genere chi cammina di più vive più a lungo. Ecco, secondo me l’unica conclusione che si può trarre da questo studio è che attraversare la strada in Tasmania è meno pericoloso che in Italia.

contapassi

Le differenze che fanno la differenza

Nel ciclismo, in tempi neanche lontani, gli spagnoli sapevano fare gioco di squadra, quando il ct era Paco Antequera e non era ancora stato inventato Valverde. Vincevano i mondiali con Freire e perfino con Astarloa. E che invenzione ebbero ancora nel 2006 Sanchez, quello bravo, Samuel, e Valverde nel tentare il colpaccio in un mondiale destinato ai velocisti, anche se poi Bettini e Zabel (ma il più lesto fu il tedesco, anche se gli italiani non lo ricordano bene) furono pronti a inseguirli e batterli. Però poi si disse che in realtà Sanchez non aveva gradito che Valverde gli fosse andato dietro. Ma poi sono arrivate la storica rivalità dell’Embatido col Purito e le polemiche di Freire nel 2012, al quale avrebbero assicurato che a Valkenburg la squadra avrebbe corso per lui.  Ma la differenza più marcata e antipatica tra le vicende ciclistiche e quelle motociclistiche è quella tra le reazioni alla squalifica di Nibali alla Vuelta (causata da una scorrettezza per un breve traino e non a danno di qualche avversario) e quelle alla penalizzazione inflitta al il divo a motore Rossi: le reazioni di dirigenti, giornalisti, tifosi e semplici teppisti di internet, e più di tutte quelle del Presidente del CONI, nonostante il ciclismo sia uno sport olimpico e il motogippì no. Ma forse anche per questo Rossi non è riuscito nell’impossibile, perché aveva già la vittoria virtuale (qualcuno potrebbe dire “morale”), tutti dalla sua parte, e niente da dimostrare ancora, e invece per Nibali era il contrario, e quando al Lombardia non è riuscito a fare la differenza in salita, l’ha fatta poi in discesa con un’azione degna di finire nella Storia del Ciclismo, materia che, per fortuna, non si insegna a scuola.

Antequera1986

E su internet ho trovato pure la figurina di Antequera, cosa credevate?

LA ZERIBA ANIMATA – la verdura

Per i bambini di tanti anni fa probabilmente Gustavo stava ai cartoni animati come la verdura stava al pranzo: piacesse o meno non c’era alternativa, non un canale con cui fare cambio. Ma in realtà Gusztáv, o Gustavus per il pubblico internazionale, il cartone animato ungherese realizzato negli storici studi Pannonia, era fatto per gli adulti, a volte ci scappava anche qualche “nudo”, aveva trovate surreali e una colonna sonora jazz lounge, parlava soprattutto dell’alienazione, dei problemi della vita moderna “occidentale”, insomma niente retorica del comunismo e del proletariato.

E tra i tanti, c’era anche un episodio ciclistico.

 

LA ZERIBA SUONATA – marshmallows

Molti non gradiscono che da qualche anno si festeggi Halloween anche in Italia, ma un lato positivo c’è stato: finalmente abbiamo capito che Linus non aspettava un grande cocomero, ma una grande zucca. Però abbiamo continuato a chiederci cosa caspita fossero quelle toffolette che Snoopy e i suoi scout pennuti cuocevano sul fuoco all’aperto. Poi abbiamo imparato anche quello, si trattava degli orribili marshmallows, che non vanno cotti ma scottati, ma fa lo stesso. Colpa di Franco Cavallone, il notaio che fu il primo traduttore in Italia dei Peanuts e si prese troppa libertà in quel lavoro. E tutto questo solo per parlare di un gruppo musicale che si chiama Marshmallow Coast, e in realtà è una band per modo di dire, dato che si tratta di un certo Andy Gonzales, membro anche dei più famosi Of Montreal, affiancato a volte da altri musicisti, tra cui la flautista Sara Kirkpatrick. Però la loro, o sua, musica non è dolciastra, ma è un pop bizzarro. Ad esempio ha(nno) fatto una serie di brani intitolati Bizarre Classical e questo del 2000 è il numero VI

In She Could del 2003, invece, sembra di ascoltare i Monochrome Set, già passati in una delle prime puntate di questa rubrica.

E questo è Gonzales dal vivo, per farsi un’idea del suo modus operandi, che poi se vedi questo grasso nerd coi suoi giocattoli e quella roba che indossa pensi ma quale modus operandi, ma lasciamo stare il latino che è meglio. Il pezzo si intitola Wuxtry , ma a me pare che si pronunci tipo On Broadway.