a proposito di propositi

E’ ormai tradizione che ogni fine anno Internazionale faccia uscire un numero speciale con racconti, ogni anno di un paese. Di recente ci sono stati gli strani racconti polacchi, poi quelli egiziani, in cui ogni tre righe c’è qualcuno che prega o entra in una moschea. Quest’anno è andata bene perché è la volta del Giappone. I racconti poi sono illustrati da bravissimi disegnatori italiani, da Giandelli a Ghermandi, da Gipi a Fior. E poi, in apertura dello speciale, ci sono i propositi dei redattori per l’anno nuovo. Beh, questa non è una prerogativa di quel settimanale, era solo un pretesto per parlare di due cose contemporaneamente; perché sono in tanti che pubblicano, che manifestano i loro propositi per l’anno che verrà, e si va da quelli realizzabili, concreti, a quelli possibili, a quelli che già si sa che resteranno solo intenzioni, fino a quelli fantasiosi, solo sogni. Così c’è chi si propone di accettare le persone diverse da sépropos1e chi, sperando semmai in una legge favorevole, vorrebbe finalmente poter sposare il proprio compagno.

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Allora pure io dico che l’anno prossimo vorrei prendere la nazionalità di un paese civile, un paese in cui c’è tanto ciclismo, ci sono i fumetti, la cioccolata, non gli manca niente, e poi, ancora, l’unico loro cantautore che io conosca (che non era neppure male, Jacques Brel), a scanso di equivoci l’hanno comunque lasciato ai francesi; insomma sto parlando del Belgio. E se l’Italia da anni va avanti con governi provvisori, non votati da nessuno, loro hanno dimostrato di poter anche fare a meno di un governo. Ma dovrei informarmi, chiedere se si può avere la nazionalità belga, anzi fiamminga, senza conoscere quell’ostica lingua; e allora, nella scenetta che segue, prendendo in prestito una trovata ricorrente di Zerocalcare, per non riferirmi a persone esistenti, viventi, il mio interlocutore, scartata l’ipotesi Tintin per motivi di copyright, avrà le sembianze di Fred de Bruyne, ciclista vincitore di molte classiche, poi telecronista e amico di De Zan, insomma a suo modo un personaggio mitologico.

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Vabbe’, allora semmai se ne parla un altr’anno.