cose che succedono in centro

Il fumettista cormonauta Gionata Brandolin (se volete sapere come si chiamano di preciso i concittadini di Pizzul andate su Wikipedia) ha realizzato un libro sulla mania del selfie (qui c’è il suo blog). Ecco, se a Natale questa mania supera i limiti di guardia ed esonda, le città hanno predisposto delle strutture a forma di pacco infiocchettato in cui si può entrare e farsi una foto come a dire sono un regalo, il massimo della considerazione di sé stessi. E anche a Caserta vedo questo utile servizio per i cittadini. Più avanti c’è un giovane chitarrista che suona in strada, nella custodia della chitarra ha un cartello con scritto “Ocean acoustic duo”, però c’è solo lui, e ho pensato che forse per la crisi ha dovuto fare tagli al personale. In piazza c’è Michele Mirabella, senza troupe televisiva, e, sarà perché ho visto di recente To Rome with Love, e l’episodio con Benigni, colpito da improvviso ma effimera notorietà, che non sai se è più surreale o iperrealista, ho avuto l’impressione che si guardasse intorno come a dire nessuno mi riconosce?, poi non lo so, può darsi che ero solo suggestionato dal film di Allen.

Casertalbero

come mai?

E’ già passato qualche giorno da quando è morto Licio Gelli, che io nemmeno sapevo che era ancora vivo, e ancora si continua a scriverne e parlarne. Qualche giorno prima era morto Eric De Vlaeminck, che se non è stato il più grande ciclocrossista di sempre poco ci manca. E però se ne è parlato molto meno. Come mai?

EDeVlaeminck

LA ZERIBA SUONATA – jennylee

Fermi tutti, fermate le rotative, che la notizia è clamorosa. No, non si tratta di una sconfitta di Wout Van Aert in una gara di ciclocross da parte di Nairo Quintana, né dell’ammissione da parte del capo del governo provvisorio di aver finora detto solo bischerate. No, di più: è successo che la sensuale bassista delle Warpaint, Jenny Lee Lindberg, ha inciso un album da sola, a nome jennylee, intitolato Right On! La musica si annuncia come una versione più dark di quella del gruppo originario, che però ora speriamo non si sciolga, mai, never.

fuga di matite

Si parla tanto di fuga di cervelli, ma non si parla mai di fuga di matite, cioè dei tanti disegnatori italiani che se ne vanno in Francia, Giappone, USA o altrove. In Italia per i fumettisti non è facile, mentre gli illustratori sono quasi anonimi, nel senso che nei libri illustrati per ragazzi i loro nomi sono scritti spesso nelle pagine interne molto in piccolo, mentre sui giornali non sempre sono indicati. E quindi non c’è da meravigliarsi se su Wikipedia c’è una pagina in francese su Leila Marzocchi, ma non ce n’è una in italiano. Meno male che ci pensa Igort con la sua Coconino a pubblicarla. L’ultima sua uscita è Dieci elegie per un ossobuco, scritta dal croato Pinko Zeman e disegnata dalla Marzocchi con la tecnica dello scratching, che consiste nell’incidere linee chiare su un fondo nero. E’ la storia surreale di una mummia che evade dal Louvre e, per sfuggire ai gendarmi, si rifugia in un circo, dove fa amicizia con un cane col vizio del gioco. E se ci fosse ancora De Zan, quello vero, non il figlio calciofilo, direbbe: Nemo propheta in patria.

Marzocchi-Zeman

LISTA REGALI (reprise)

Un altro regalo da non fare, un altro oggetto da non comprarsi è il

CALENDARIO TAUTOLOGICO

In legno, o simil legno, vi dice che giorno è solo se lo sapete già, perché sta a voi mettere la data muovendo e girando i dadi con i numeri. E dopo un po’ già vi siete scocciati. E allora verrebbe la voglia di mettere “00”, e poi, se qualcuno chiede, si può sempre dire: Eh, … si è rotto, sai … queste cose elettroniche…

calendariotreno

LA ZERIBA SUONATA – Mezzanotte in un mondo perfetto

Forse per un’antologia di Dj Shadow sarebbe stata meglio un’altra copertina; secondo me andava meglio un collage. Endtroducing, del 1996, che, se tante volte non si capisse dal titolo, era il primo album di Josh Davis, in arte Dj Shadow, disc jockey con l’animo rock, sembra che fosse anche il primo disco fatto interamente di samples. Per molti fu disco dell’anno, e questa Midnight In A Perfect World era un capolavoro, secondo me. Se era il suo primo pezzo che ascoltavi entravi subito nelle fila dei suoi estimatori. Nell’antologia Reconstructed c’è una versione extended, questo del video è l’originale.

LA ZERIBA ANIMATA – Zeman

Zeman, non Zdenek l’allenatore, ma Karel il regista; insomma non parliamo di creatina ma di creatività. Un ricordo vago di anni lontani, forse tv dei ragazzi, film trasmessi di pomeriggio, carichi di meraviglie. Infatti il regista cecoslovacco fondeva riprese dal vero e animazione a passo uno, a volte animazione con disegni.

In questo video dicono che faceva queste cose senza computer. Però, senza computer, solo sui libri, anni dopo ho cercato notizie, tracce di Zeman, ma niente; ci voleva internet per ritrovarlo.

chi ben ricomincia

Allora è ufficiale che Pippo Pozzato correrà con la Southeast, la squadra di Scinto, con cui aveva già corso nel 2012, dopo essersi lasciato male con la Katusha. Quella prima esperienza con Scinto fu breve perché si lasciò malino per passare con la Lampre. Poi si è lasciato male con Saronni, e ora eccolo ritornare ad uno dei tanti ovili, ma almeno non fa proclami, non dice le solite frasi di circostanza che si dicono quando si cambia squadra. E, soprattutto, annuncia che la sua stagione non inizierà in Argentina o in Australia, ma in pista con una 6 giorni.

1998-junior

1998: Pippo era così giovane ma già perdeva col “piccolo” Fabian.

quello che è giusto è giusto

Leggo su internet che la stampa britannica, sempre così attenta quando si tratta di fatti di doping, stavolta ha toccato il fondo … nel tentativo (…) di dimostrare che il campione olimpico, mondiale ed europeo di 5000 e 10.000 (Mo Farah, NdZ) faccia sistematicamente ricorso a pratiche illecite e quindi di screditarlo, ieri ha “gridato” al mondo che Mo “si è allenato con un atleta italiano per il quale è stata chiesta una squalifica di due anni per doping”. E’ vero che Farah semmai ha il problema di essere allenato dal molto chiacchierato Salazar, e che Meucci non è accusato di doping ma di eluso controllo, ma ora non è questo il punto. Il punto è dove ho letto queste cose, cioè sul sito della Gazzetta, che ha seguito passo passo, anzi, pedalata per pedalata, l’inchiesta e il processo che hanno coinvolto la Lampre, per dire, e dove, in mancanza di meglio, vanno a scovare casi nelle categorie minori (lo junior britannico), amatoriali e anche in capo al mondo. Ma bisogna riconoscere, e quello che è giusto è giusto, che, per non scrivere sempre e soltanto di doping, ogni tanto tirano fuori anche la storia delle bici col motorino.

bueasino