Il Terzo Colle

E poi, ieri sera, alla TGR, l’allenatore del Napoli, chissà come mai, per descrivere il campionato della sua squadra si è azzardato in un paragone ciclistico, però era incerto, ha iniziato ad inciampare con le parole, non per problemi di lingua, che l’italiano lo conosce bene parolacce comprese, ma per la materia ostica in cui si è avventurato. E in sostanza ha detto che il Napoli è come un ciclista che in una tappa di montagna con 5 colli è passato in testa sul terzo ma non ha ancora vinto la corsa. Insomma si è capito che lui qualche volta ha iniziato a vedere qualche tappa del Giro, ma poi a un certo punto ha cambiato canale, forse si sarà messo a vedere uno di quei tanti dibattiti calcistici in cui gli uomini stanno seduti in poltrona e le donne su alti sgabelli. Ma, dato che da queste parti il ciclismo non è molto seguito, nessun tifoso superstizioso avrà capito che era il caso di fare gli scongiuri in uno dei tanti modi folkloristici codificati in loco. Perché in genere chi passa in testa sul terzo di cinque colli o è andato a prendersi i punti per il GPM o ha tentato la fuga disperata, ma poi viene raggiunto, se ha ancora un po’ di energie può fare massimo un saluto verso la telecamera, e arriva al traguardo con un quarto d’ora di ritardo se è orgoglioso, viceversa, se non gliene importa, arriva con l’allegra brigata dei velocisti. Quasi quasi per questa gaffe l’allenatore nel pallone si meriterebbe una proroga della squalifica.

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