PERLINE DI SPORT – Nys e basta

Undici anni fa, ciclisticamente un’era fa. Bartoli si era appena ritirato. Bettini, fresco campione olimpico, aveva vinto 3 Coppe del Mondo ma non poteva continuare la serie  vincente perché l’unica cosa buona del regno di Verbruggen era stata sostituita da un poco attraente UCI Pro Tour. Armstrong avrebbe vinto il settimo Tour de France, anzi no, non aveva vinto neanche i precedenti. Petacchi era il velocista più forte al mondo e Cunego, dopo il clamoroso 2004, si pensava dovesse fare sfracelli. Basso era ancora una speranza e Simoni già aveva iniziato a tramontare, e al Giro l’avrebbe battuto Savoldelli, quello che quando correva con Armstrong non s’era mai accorto di niente, ad esempio che l’americano il Tour non l’aveva mai vinto, era solo una diceria. In Belgio avevano trovato in Boonen l’erede di Museeuw, ma c’erano anche altri giovani promettenti, Gilbert, Nuyens, Devolder, Vansummeren, qualcosa avrebbero potuto vincere pure loro. E in Belgio c’era anche il mattatore del ciclocross, Sven Nys, che dominava la stagione ma non riusciva a vincere il mondiale. Ci riuscì nel 2005, quando vinse anche Coppa del Mondo, Superprestige, Trofeo della Gazzetta di Anversa (oggi Trofeo Bpost Bank) e campionato nazionale. Solo nel 2013 avrebbe rivinto il mondiale. E, ora che a 39 anni si è ritirato, qualcuno addirittura pensa che potrebbe esserci un calo di interesse in Belgio verso questa specialità. Ma forse arriva al momento giusto Wout Van Aert, che nel 2016 ha fatto la stessa cinquina di Nys 2005 e può riuscire dove ha fallito il suo ds Niels Albert. Poi una rivalità con l’Olanda, soprattutto nella persona del più giovane Van Der Poel, può tenere vivo l’interesse. Intanto vedetevi queste bellissime immagini di Nys che vince il suo primo mondiale nella neve di St Wendel, con le riprese di fianco come le abbiamo poi viste sui Campi Elisi nell’ultima tappa del Tour. Uno dei tanti mondiali dominati dai belgi: ma figuriamoci se possono mai perdere l’interesse per il ciclocross.