LA ZERIBA SUONATA – cose che non si possono dire

Da anni ormai c’è questa crisi che non finisce, forse perché chi la orchestra si sta trovando bene, ne sta ricavando tanti benefici, e allora si discute molto del lavoro, e la questione centrale sembra essere il diritto a lavorare delle modelle in carne, semmai con la cellulite, che una volta si dicevano formose, ma ora quella parola è obsoleta, forse non riesce ad essere neanche vintage, per usare un’altra parola così abusata che ormai non se ne può più, e allora quelle modelle le chiamano curvy forse per cercare di farle diventare trendy, ma anche queste due parole sono brutte. Insomma il problema è che queste donne carnose sono diverse dalle modelle magre che piacciono tanto agli stilisti, e su questa faccenda non ci sarebbe tanto da stare a scherzare dato che poi c’è il problema grave dell’anoressia e gli stilisti vengono ritenuti cattivi maestri, però verrebbe da dire che è bello comodo e facile fare il vestito che scende bene perché non incontra ostacoli sotto forma di curvature, e verrebbe pure da chiedersi perché a indicare come dovrebbero vestirsi le donne devono essere questi qua che tanto poi gli piacciono gli uomini, ma a parte il fatto che queste cose non si possono dire, ci sarebbe una risposta anche per questo, cioè che quelli ai quali piacciono le donne non ci pensano proprio a vestirle, semmai la loro principale preoccupazione è svestirle, ma qua passiamo dalle discriminazioni al sessismo ecc., tutto scorretto, lasciamo stare. Però, a parte il fatto che poi gli uomini sembra che in genere, o in maggioranza, chissà se ci sono delle statistiche precise, preferiscono le donne con le curve, queste ultime, per reazione alla prevalenza della magrezza, con quei meccanismi consolatori come i proverbi tipo donna baffuta sempre piaciuta, dicono che le donne vere hanno le curve, e aggiungerei forse anche il colesterolo alto ma lasciamo stare, e a me tutta questa disputa mi pare quasi una guerra ideologica, anche se non ci sono più le ideologie di una volta, quelle così comode che le aprivi e ti spiegavano tutto il mondo e tu non dovevi pensare di tuo perché era già tutto pensato, ma forse ce ne sono altre più specialistiche, chissà, e penso che si parla tanto di accettare le diversità, altra parola imbruttita, di accogliere gli stranieri, ma già  prima, già alla silhouette di una persona iniziamo a storcere il naso. Però ora qualcuno potrebbe dire ma guarda questo che dice delle cose indicibili, e poi su un blog che in fondo parla principalmente di ciclismo, e bisogna stare attenti, si può essere equivocati, già che ci siamo per esempio durante il Delfinato, a specifica domanda, Martinello ha risposto che i ciclisti non portano biancheria intima e lì subito ho pensato che allora neanche le cicliste la portano, e questo potrebbe essere scambiato per sessismo quando invece è solo attenzione alle pari opportunità. Quindi queste sono tutte cose che non si possono scrivere, tanto più se poi era solo per introdurre un video di PJ Harvey, che negli anni 90 era un sex symbol, una cosa che non è fuori luogo nel rock, e se qualcuno pensa ancora male, allora vuol dire che dobbiamo far intervenire l’Autorità, bisogna ricorrere al deus ex machina dell’ipse dixit, non c’è problema, lo facciamo subito, e l’ipse in questo caso è Lux Interior, il purtroppo defunto cantante dei Cramps:

LuxDixit

Ecco fatto. Dicevo quindi che PJH era un sex symbol, eppure è sempre stata magra, di una magrezza che mi verrebbe da definire proverbiale, però siccome non mi pare che esistono proverbi su di lei, non scrivo neanche questo, sono solo chiacchiere, come pure la relazione con Nick Cave, un mostro sacro, per usare un’altra espressione antipatica, uno di quelli troppo idolatrati, tanto che finisce quasi per starti sulle scatole, specie poi se rischi pure di invidiargli le compagne, da Polly Jean a Kylie Minogue, ma queste cose dell’invidia neanche si possono dire. E allora lasciamo le chiacchiere e passiamo ai fatti.  PJ Harvey era la favorita, ma non nel senso cortigiano, di John Peel, uno che di rock ci capiva, lavorava per la BBC mica per La Repubblica, e da quanti anni è che è in giro? Da almeno 25 ed è sempre una delle meglio rocker in circolazione, maschi inclusi, fa sempre bei dischi, comunica sempre tanta energia, e allora lunga vita, anche se stretta, a lei e insomma vedetevi questo video, dove dimostra anche come una magra possa essere sexy e che non a caso si intitola Dress.