In campagna è un’altra cosa

Lo diceva Achille Campanile. E ora che è arrivata l’estate e si va, secondo le prescrizioni per una vita conforme al conformismo, in campagna, per sagre e feste di paese, o nei tanti agriturismo che ti chiedi ma davvero sono diventati tutti agricoltori e basta aspettare le portate per rispondere no, o in villeggiatura en plein air, allora non aspettatevi di sentire la stessa musica che ascoltate nell’assordante e ingrigiente città. Tanto più se andate nelle aree rurali di paesi stranieri.

Vedete ad esempio cosa si balla nelle campagne finlandesi, al confine con l’odiata Russia.

Nelle praterie americane cantano quello di cui hanno esperienza, ad esempio di lupi affamati.

Ma nulla impedisce ai bovari americani di volare con la fantasia e immaginare un uomo dotato di charme, che se mai capitasse chissà come in quelle lande verrebbe comunque spogliato dei suoi abiti ricercati e cosparso di pece e piume.

Infine, se non volete allontanarvi troppo e rimanere nell’UE, in qualche cittadina della profonda mitteleuropa dove il tempo si è fermato, potreste assistere ad una di quelle caratteristiche danze tradizionali in costumi locali.