L’ultimo Giallo dell’Estate

L’estate sta finendo e le Olimpiadi pure. Avete letto tutti i gialli, i polizieschi e i noir (guai a confonderli, che gli esperti del settore sono capaci di ammazzare per questo) che l’edicola vi ha generosamente offerto? Avete risolto tutti gli enigmi polizieschi che i settimanali del settore più o meno imitati vi hanno proposto? Bene, non avete ancora finito di fare il vostro dovere, perché c’è l’ultimo da risolvere, di ambientazione olimpica, e ve lo propone La Zeriba Illustrata, voila.

 

Un alibi bucato

La giornalista Anna Chisova viene trovata morta nel suo appartamento. La quarantina di fori di proiettili sul corpo della vittima e i due pugnali conficcati nella schiena fanno presumere che si tratti di un omicidio, e il medico legale stabilisce che la morte risale alle ore 19 e 30. L’ispettore Lev Vargasov, a cui è stato affidato il caso, si reca da Nicolaj Loskov, un redattore del giornale su cui scriveva la defunta, e subito gli annuncia di essere sospettato dell’omicidio di Anna Chisova e l’interroga: Dov’eri tra le 19 e le 20? Loskov risponde: Stavo guardando le gare di bmx, che è uno sport molto spettacolare perché ci sono molte cadute, e poi Anna abita a 30 km da casa mia, non avrei potuto andare e tornare. Vargasov, per non rischiare di trovarsi invischiato nelle famose pastoie burocratiche, che, non si può mai sapere, sono sempre in agguato, allora conclude: Il tuo alibi non regge. Seguimi, che almeno altre tre Olimpiadi te le vedrai in carcere. E Loskov: Ma non c’è il movente! Vargasov allora conclude, per la seconda volta e poi basta: Ah Ah Ah! A che mi serve il movente?
Perché l’alibi di Loskov non regge e Vargasov non ha bisogno di un movente?

Lev Vargasov

SOLUZIONE. Un momento, calma, una cosa per volta. Vargasov, come tutti quelli che si sono messi davanti al televisore a seguire Tutta l’Olimpiade, è diventato superesperto di tutti gli sport, e pertanto sa benissimo che, con i tempi morti che ci sono nella bmx, soprattutto se gli addetti devono recuperare i pezzi di biciclette e di piloti frantumatisi sulla pista, tra una manche e l’altra c’è il tempo di andare in garage, tornare indietro a prendere la chiave della macchina dimenticata, ritornare in garage, fare il pieno, percorrere 30 km fino alla casa della vittima, ucciderla con calma, tornare indietro facendo una deviazione perché un camion ha perso il carico che si è riversato sulla carreggiata, parcheggiare l’auto in garage, rincasare e prendere una bibita in frigo prima che parta la manche successiva, con le sue cadute e i suoi piloti ammaccati. Poi, riguardo al movente, dato che Loskov è russo, funziona come per il doping, non spetta all’Inquisizione, pardon, agli inquirenti dimostrare la sua colpevolezza, ma spetta a lui provare la propria innocenza.