Mettiamoci d’accordo

Ancora una volta bisognerebbe che ci mettessimo d’accordo per capire cosa vogliamo. Gunn-Rita Dahle e anche Flesjaa ha 43 anni e non può dare una pedalata senza che ci sia qualcuno che elogi la sua longevità e le sue tantissime vittorie nella mtb. Ieri a Rio è arrivata “solo” decima ma nelle altre corse è ancora capace di vincere, e il bello è che non era la più vecchia in gara dato che Sabine Spitz di anni ne ha 45. Allora perché loro si e la 43enne Kristin Armstrong no?  Forse il problema è l’omonimia con l’Innominato? E allora forse la conseguenza peggiore dell’aver cancellato la seconda parte della carriera di Lance, quella touristica, è che così sembra che solo lui. E invece tra quelli che sono stati a suo tempo squalificati e quelli che hanno ammesso l’uso di doping, soprattutto per i periodi prescritti, quanti sono in ammiraglia e quanti hanno i figli in gruppo? Allora forse il problema della Armstrong, la cui vittoria è stata poco gradita, quasi come quella di Vinoukourov a Londra, è che, al contrario delle veterane della mtb che corrono con costanza, lei due volte si è ritirata e due volte è ritornata alle gare. Come Mennea.

veterane

Rio: alle spalle della giovanissima Rissveds si scatena tra le veterane la lotta per le medaglie.