E’ finita

Le Olimpiadi sono finite, e non solo loro. Per un paio di settimane c’è stata concordia tra i tecnici del ciclismo italiano che in armonia cantavano le lodi della famosa multidisciplinarietà, la pista fa bene alla strada e la strada fa bene alla spina,  Cassani e Villa e anche Salvoldi, che però non ha problemi perché è tecnico di entrambi i settori. Poi è arrivato il fuoristrada, con esso non sono arrivati invece i risultati attesi con troppo ottimismo, e si è  spezzata l’armonia, è come si ci fosse un disaccordo, a distanza nello spazio e nel tempo, tra il tecnico della mtb e quello del ciclocross, e finché non andrà in porto il progetto, sostenuto anche da Sven Nys, di inserire il ciclocross nelle olimpiadi invernali, quello della mtb, che può portare medaglie estive, avrà maggior importanza. Il secondo dei due, Fausto Scotti, l’anno scorso faticò a convincere Fontana a fare i mondiali e quest’anno ha faticato ancora di più a mettere insieme una nazionale presentabile. Il primo, Hubert Pallhuber, ha detto che Eva Lechner “a un certo punto avrebbe dovuto lasciar perdere la stagione di ciclocross, anziché lasciarsi tentare dalla Coppa del Mondo e dalla possibilità di vincerla. Doveva staccare e poi rigenerarsi in altura”. Successe infatti che Eva Lechner, una che preferisce correre piuttosto che allenarsi, si trovò senza volerlo in testa alla Coppa del Mondo di ciclocross e quasi per inerzia ha fatto tutta la Coppa e i Mondiali, ma senza più vincere. Ovviamente queste sono cose da tecnici, sono loro che ne capiscono, e Pallhuber in particolare è uno che di picchi di forma se ne intende, perché in tutta la sua carriera di biker ne ha avuti due, in corrispondenza di due mondiali, e poi più niente, mentre noi siamo semplici spettatori, che però ormai, di fronte a queste storie dei picchi di condizione e dei ritiri in altura rimaniamo sempre più perplessi, visto che alcuni di quelli che seguono queste pratiche negli ultimi anni hanno reso meno del previsto nei grandi giri, e per contro non pensiamo solo a Valverde che quest’anno i grandi giri li corre tutti e tre, ma anche a tutti quelli che nel weekend finale olimpico nelle prove di mtb hanno fatto meglio degli italiani eppure nei mesi scorsi hanno corso su strada o hanno fatto le marathon, che non sono lo stesso del cross-country, e visto che la gara olimpica è comunque una gara unica, dove può succedere di tutto, si può cadere o bucare, non era meglio se Fontana, che appunto ha forato, correva pure nel ciclocross? Ieri è andata male anche a quel mattacchione di Sagan, che pure era partito fortissimo ma poi ha avuto varie difficoltà, ma se qualcuno ha pensato che lo slovacco si è sopravvalutato, ed è stato presuntuoso a pensare di potersi improvvisare grande biker, direi che, a guardare bene, piuttosto lui si sottovaluta, perché nella gara su strada avrebbe potuto fare molto bene, e chissà che così non sia finita pure la sua carriera nel fuoristrada.

altura

Nella foto Pallhuber attende invano Eva Lechner per un periodo in altura.