Emilia paranoica

In questo ciclismo sempre cangiante è il caso di non affezionarsi a niente. E a dire la verità in particolare non era proprio il caso di preferire quel Giro dell’Emilia che in pratica chiudeva la stagione e si andava sempre più impoverendo nel campo partecipanti. In fondo è stata per anni una premondiale ed è tornata ad esserlo, almeno quest’anno col mondiale ottobrino in Qatar, che ha sconvolto il calendario. E a dirla tutta, dato che il mondiale è piatto, questo Giro dell’Emilia è stato più un pre-Lombardia. Quindi c’erano uomini da grandi giri, e ha vinto Esteban Chaves, per il quale non è la prima vittoria in linea, con al terzo posto Uran, che forse per la fase finale della carriera farebbe meglio a puntare di più sulle classiche. Però, dato che per il terzo anno c’era anche la corsa delle donne, che non hanno poi il loro Lombardia, per quelle tra loro più portate per le salite è stato lo stesso la gara di chiusura della stagione, e ha vinto Elisa Longo Borghini, che vince poco ma bene. Abbiamo visto infine che ai tre (e alle tre) saliti sul podio sono stati consegnati molti premi, tra cui la classica mortadella gigante delle corse organizzate da Amici.

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Elisa Longo Borghini rientra in albergo con tutti i premi vinti.