Ma i Borbone, non erano di fuori?

In questi giorni ho letto Ma il mondo, non era di tutti? , un libricino edito da Marcos y Marcos, delle stesse dimensioni dei repertori dei matti di varie città che lo stesso editore sta pubblicando, e, come quelli, curato da Paolo Nori, che qui si limita a scrivere una piccola presentazione. E’ una raccolta di racconti o di scritti brevi sui confini e sulla solitudine. Ci sono due racconti divertenti, uno di Carlo Lucarelli e uno di Gipi, che qui non disegna, al contrario di Giuseppe Palumbo che traduce a fumetti una poesia di Pasolini. Però le tavole di Palumbo, riprodotte in quel piccolo formato e in bianco e nero, non si possono apprezzare al meglio, mentre il testo sarà pure una profezia ma a me sembra una cosa obsoleta, che parla pure di bandiere rosse di Trotsky; Trotschi?! Altri racconti mi lasciano indifferente, mentre mi è piaciuto molto quello di Antonio Pascale, scrittore parzialmente casertano, che con pochi dati distrugge il mito dei primati e del progresso del Regno Borbonico, che qui ha ancora tanti nostalgici. E se si tratta di localismo è difficile da capire, non fosse altro perché i Borbone erano una dinastia d’importazione.

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