LA ZERIBA SUONATA – La musica dei raggi

Nel ciclismo sono più forti danesi e norvegesi, nella musica invece svedesi e islandesi, e non solo per fenomeni come gli ABBA e Bjork, è un po’ tutto il movimento. Però i norvegesi si difendono, e non prendiamo in considerazione i gruppi di qualcosa-metal che nel tempo libero danno fuoco alle chiese. Del resto questi scandinavi il ritmo ce l’hanno nel sangue, basti pensare a Sondre Holst Enger che quando malauguratamente vince una corsa si mette a ballare sul palco. Può sembrare un trito luogo comune, ma gli scandinavi se non cantano muoiono. E il bello è che spesso sono anche originali. Prendiamo Hanne Hukkelberg. Quelli che si preoccupano di catalogare la musica hanno difficoltà ad inquadrarla: rock, pop, jazz, future jazz, acid jazz, downtempo, alternative, indie, sperimentale, folk, country, world, ambient, minimale. Lei, poi, non è di aiuto, come quando nel primo album Little Things utilizza “suoni trovati” come quello dei raggi di bicicletta. E se in Norvegia i ciclisti si mettono a ballare, niente di strano che una cantante vada in bici, come nel video di Blood From A Stone, dall’album omonimo.