Per un ciclismo etico

Dopo l’esclusione della Russia dalle Olimpiadi un gruppo di hacker russi, i Fancy Bears, che vuol dire qualcosa tipo Orsi decorati, ha diffuso dati della WADA, l’agenzia mondiale antidoping, ovviamente privati e riservati, relativi ai permessi di utilizzare a scopo terapeutico dei farmaci vietati, ottenuti da vari atleti di tutti gli sport, tra i quali Bradley Wiggins. E’ venuta fuori la storia di un pacco recapitatogli durante il Delfinato 2011, che Wiggins poi vinse. Tante chiacchiere su queste rivelazioni, poi quel simpaticone del capo della Sky Dave Brailsford, interrogato da una commissione parlamentare, ha detto che il pacco conteneva un semplice mucolitico, non vietato, di cui ora possiamo immaginare uno spot futuro: c’è un ciclista col naso tappato, non riesce a respirare e neanche a pedalare, si ferma a bordo strada, una tifosa gli da il mucolitico, e lui respira profondamente, rimonta in sella, supera in tromba gli avversari, vince e sale sul podio a ricevere il bacio della miss. Allora hanno chiesto a Brailsford perché far arrivare da 1500 km di distanza un mucolitico che si poteva comprare in Francia a 8 euro e lui ha risposto che era il metodo più sicuro per averlo. Ecco, per un ciclismo pulito, etico, bisogna preferire mucolitici a km zero.

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Un orso a suo modo decorato.