Valverde ha fatto 100

Valverde è arrivato a 100, ha vinto 100 gare, ufficialmente, perché poi ci sono quelle vinte sulla strada e tolte per la famosa squalifica. La storia del ciclismo non si può fare solo con i numeri, che vanno soppesati, si dovrebbero moltiplicare le vittorie per un coefficiente di difficoltà delle gare. Ma anche i semplici numeri ci dicono qualcosa. A quelle cifre ormai ci arrivano solo i velocisti (pure l’estone Jan Kirsipuu, uno che non era un fenomeno, o forse aveva solo avversari fortissimi, ha vinto 130 corse, e qualcuna pure importante). Ma per dare un’idea del valore di Valverde, al di là delle vittorie in corse importanti, della sua versatilità e del suo stakanovismo, si può citare il fatto che, tolti i supervelocisti Cipollini e Petacchi, per trovare qualche italiano che abbia vinto di più bisogna andare indietro fino a Moser e Saronni. I grandi cacciatori di classiche degli anni successivi si sono fermati a 60-80 vittorie: Argentin, Bontempi, Bugno, Fondriest, Bartoli, Bettini.  Di quelli in attività, poi, Cunego è sulle 50, Nibali è prossimo, Guardini, pur con tutte le sue corsette asiatiche,  ancora non ci arriva, e Pozzato neanche a parlarne. Ah, dimenticavo Rebellin, che in effetti è il plurivittorioso italiano in attività e, sommando vittorie e anni, arriva pure a 110.

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LA ZERIBA SUONATA – un videissimo

Per quelli (saranno due, o anche uno) che seguono questo blog e non seguono il sito di Internazionale rilancio questo video lì segnalato. Si tratta di The Meetings Of The Waters, un brano nuovo dell’irlandese Fionn Regan, che si potrebbe dire una via di  mezzo tra Kings Of Convenience e Arab Strap, ed è davvero un bel video, una bella prova di questo attore che chi segue il cinema di oggi sa chi è e che film ha fatto. Nel genere direi meglio anche di Karma Police.

ci sono scioperi

Ci sono gli scioperi di cui si dicono i pro e i contro, non hanno tutti i torti ma forse hanno violato qualche legge, boh, c’è il garante che ha detto qualcosa. Ci sono scioperi di cui si dicono solo i disagi, veri o gonfiati ad arte dai mezzi di comunicazione, e delle motivazioni manco una parola. Ci sono quelli che raccontano gli scioperi che, quando scioperano loro, iniziano e finiscono i tg con un lungo noioso comunicato sui gravi motivi che li hanno costretti a scioperare, ma in fondo loro non causano un disagio, figuriamoci che perdita se non mandano i loro servizi filmati con la musica di sottofondo.

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sarà uno nuovo

Il giornalista della TGR, di cui ho già raccontato alcune imprese, ieri l’hanno inviato a Madrid a seguire il Napoli e nel suo habitat naturale riesce a dire cose di senso compiuto. Ma meglio di lui in RAI c’è sempre il televideo, che oggi, nella famosa pagina 299 con le notizie residuali,  ci dice che al Tour dell’Oman ha vinto il danese Sunweb. E’ curioso che si chiama come lo sponsor, sarà uno nuovo?

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Il danese Sunweb, fino a ieri conosciuto come Soren Kragh Andersen

Facciamo cambio

Gli olandesi l’hanno fatto. Gli organizzatori dell’Amstel Gold Race hanno tolto l’ultimo passaggio sul Cauberg. Quando la corsa arrivava a Maastricht il percorso offriva una vasta gamma di soluzioni, come direbbe un venditore, anche volate di gruppi (l’ha vinta perfino Zabel, che in realtà non era un semplice velocista). Poi si è cambiato il percorso e questa salita, dove bisogna saper dosare le energie, ormai condizionava la corsa che si decideva sempre lì. Aver spostato il traguardo più avanti non ha cambiato di molto le cose, se qualcuno riusciva a prendere un piccolo vantaggio, che più di tanto non era possibile, o riusciva a tenerlo (Kreuziger, Gilbert, Gasparotto) o rientravano gli inseguitori ed era volatona (Kwiatkowski), nient’altro. Ora gli organizzatori sperano che ci sia più varietà, più spettacolo, anche se, bisogna dire, quella salita piena di pubblico è uno spettacolo a sé stante. E viene da pensare subito all’altra classica ormai condizionata dal finale e che avrebbe bisogno di qualche seria modifica, la Freccia Vallone, che termina sul chilometro in ripida ascesa di Huy, e si decide negli ultimi 400-500 metri, a volte anche 200-300 o, come l’anno scorso, negli ultimi 50, e poi non lamentatevi se vince sempre Valverde.

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titolati con pieno merito

Oggi non avevo niente da scrivere e allora ho pensato sai che faccio? Metto una foto, trovata per caso, di due titolati: lei Miss Italia con pieno merito nel 1948 e lui Campione del mondo con pieno merito nel 1953.

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L’uomo che camminava

Con tutti i fumetti che ci sono in giro in cui ad ogni fascicolo c’è in ballo la sopravvivenza della Terra, meno male che c’è stato anche uno come il giapponese Jiro Taniguchi, che ha fatto una serie semplicemente su un uomo che cammina, un fumetto forse non per tutti, perché bisogna saper apprezzare le cosiddette piccole cose per apprezzare anche queste piccole storie. Per me fu una rivelazione leggere queste brevi storielle in cui c’è appunto un uomo che cammina, in centro o in periferia, si ferma a guardare o a fare piccole cose, e al massimo arriva fino al mare, inoltre parla poco, non fa considerazioni lirico filosofiche, e se si smarrisce non è in senso esistenziale, ma in senso letterale, stradale direi. Insomma qui succede apparentemente poco. Certo, se Taniguchi fosse stato italiano, ammesso che avrebbe pensato lo stesso un fumetto del genere, con tutto quello che c’è sui marciapiedi, con la difficoltà che c’è ad attraversare le strade, con l’inciviltà di tanti motorizzati e purtroppo anche di tanti ciclisti, le storie sarebbero venute molto più avventurose.

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e speriamo solo che quest’anno, dopo quella dei cantanti, non ci sia una morìa di fumettisti.

Vincitori a km zero

L’etrusco Diego Ulissi, per vincere per la prima volta il GP Costa degli Etruschi, domenica è partito a 13 km dall’arrivo. In proporzione Alejandro Valverde, per vincere per la quinta volta la Vuelta della sua Murcia, giusto perché è sparagnino, ieri si è fatto 70 km in fuga da solo. In proporzione Ulissi potrebbe vincere una mezza Freccia Vallone. Il torinese Fabio Felline, non essendo adatto alla Milano Torino finché la faranno arrivare su a Superga, deve andare giù in Liguria, per vincere nel 2012 il Giro dell’Appennino e oggi il Laigueglia.

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Rock strapazzato

“Quando Prince cucinava le uova strapazzate: ricordi intimi di una leggenda”

“Non dite a mio nonno Bob Dylan che faccio il modello”

Sul numero di GQ in edicola