Il richiamo della foresta(le)

Da tempo penso che Giorgia Bronzini, con la sua esperienza, le sue capacità e anche il suo spirito, dovrebbe restare nel ciclismo quando smetterà di correre. Tre titoli mondiali, sempre presente quando l’Italia ha vinto il Campionato del mondo (tranne che nel 1997 ovviamente), capace di essere utile anche su percorsi non adatti a lei, come quello di Rio, e poi una simpatia constatata di persona alla partenza di una tappa del Giro da Caserta, perché poi in tanti anni quante volte l’avranno intervistata in tv? Forse mille volte meno di un centrocampista di serie C. E Giorgia avrebbe dovuto smettere dopo le Olimpiadi, poi è rimasta. Qualcuno diceva che forse aveva soltanto cercato di ottenere qualcosa. Ma se anche lei, come altre, è rimasta nei corpi militari, si vede che o non era così o quel qualcosa non l’ha ottenuto. Le armi si dice che aiutano le atlete a fare sport ad alto livello, e così succede che ai campionati italiani molte cicliste smettono la divisa del club e indossano la divisa tout court o quasi. Ma Giorgia correva per la Forestale, la Forestale è stata inglobata nei Carabinieri, e pare che non era più la stessa cosa, nel senso che le cicliste avrebbero potuto allenarsi solo dopo il lavoro e correre prendendo le ferie. Così ha raccontato la Bronzini in un’intervista alla Gazzetta, per cui mi pare che in questo discorso delle armi e lo sport c’è qualcosa che non torna. E se l’altra carabiniera Annalisa Cucinotta, medagliata europea su pista e vincitrice di varie corse internazionali tra cui una tappa del Giro,  ha accettato, perché di questi tempi un lavoro buttalo via, Giorgia Bronzini, che è una tipa tosta, ha rinunciato e ha detto che spera di avere un ruolo tecnico, semmai nella sua squadra attuale, la Wiggle High5, che potrebbe fare proprio  al  caso suo, visto che hanno già convinto Emma Johansson a correre per un altro anno per fare la chioccia in corsa con le più giovani. E dato che la Bronzini è una di quelle che, come si dice, fanno gruppo, già mi immagino un domani Elisa Longo Borghini, capitana della Wiggle, avvicinarsi all’ammiraglia guidata da Giorgia Bronzini che, dopo uno scambio di battute, le dice: Vai avanti tu che mi viene da ridere.

Chissà i carabinieri belgi