Il 2004 di Scarponi

Non leggo i quotidiani e non so cosa abbiano scritto in questi giorni su Michele Scarponi. Su internet non ho cercato molto, ma non credo che si trovi chissà cosa. A Cicloweb.it non se la sono sentita di scrivere più di tanto. Ma immagino che in generale non ci si sia soffermati sui suoi primi anni e sul coinvolgimento nell’Operacion Puerto. Sarebbe interessante parlare piuttosto del perché Scarponi andò a correre nella squadra del non ancora famigerato Manolo Saiz, che allora era una delle più forti al mondo e dalla quale è derivata poi l’Astana. Il problema dei ciclisti italiani che si accasano all’estero, ammesso che sia un problema, non è un fatto recente, e, tanto per dire, proprio nel 2004 Rebellin fece la tripletta ardennese correndo per la tedesca Gerolsteiner. Scarponi nel 2003 era stato quarto a Liegi e settimo all’Amstel. Nella primavera successiva vinse la Settimana Lombarda, fu quarto alla Freccia Vallone e Settimo a Liegi. Con questo risultati la partecipazione al Giro avrebbe dovuto essere più che scontata, quasi obbligatoria. Pensate che oggi di un giovanissimo promettente come Egan Bernal, che comunque non ha vinto ancora niente, ci si dispiace che non possa correre al giro d’Italia, che forse al momento sarebbe un po’ troppo per lui. Ma Scarponi correva nella Domina Vacanze, la squadra di Cipollini, il quale l’anno prima aveva superato il record di tappe vinte al Giro stabilito in altra epoca da Binda, anche se il più forte sprinter in giro e al Giro era già Alessandro Petacchi, l’ex fuggitivo diventato velocista per intercessione di Michele Bartoli. Ma Cipollini finché ha corso ha avuto sempre molta voce in capitolo (chiedere a Simeoni), anche quando anziché capitoli erano già solo paragrafi, anche quando era più bravo a lamentarsi (prospettandoci il suo futuro da Umarell del ciclismo italiano) che a vincere volate, sempre a patto che le sue guardie lo portassero a sprintare in testa da solo lontano da altri velocisti peones arrembanti, anche a costo di beccarsi loro una squalifica (chiedere a Fagnini). In conclusione, la squadra per il Giro del 2004 fu fatta per Cipollini, che non vinse niente e si ritirò alla settima tappa, mentre Petacchi vinse 9 tappe 9. E Scarponi non fu selezionato per il giro e si accontentò di vincere un’altra corsa a tappe, la veterocomunista Corsa della Pace, un residuato bellico della guerra fredda, nota anche come Varsavia Berlino Praga, per la quale, almeno, si facevano belle cartoline e locandine, non come quelle porcellone che fanno in Belgio.