espressioni irripetibili

Qualche giorno fa avevo una mezza idea di citare poche righe di Carlo Fruttero appena lette. Poi avevo soprasseduto. Poi ancora, ieri sera per sbaglio ho visto su RAI3 un programma di Concita De Gregorio, mi pare che si chiama Fuoriroma, una puntata su Cascina, dove alle amministrative ha vinto la candidata salviniana, e il sindaco uscente del PD, tenendo fede al suo ruolo, è appunto uscito. C’erano interviste a Sindaca, parenti, amici, nemici, o meglio, avversari, e ad alcuni iscritti del PD, di cui mi ha colpito uno, probabilmente un ex PCI, che ha detto una frase per me irripetibile, una roba di visioni e cose programmatiche, e allora ho pensato il momento lo esige, lo metto quel pezzettino là, che racconta di quando nel 1956 Einaudi e altri intellettuali del suo giro, spiazzati dall’invasione dell’Ungheria, pensavano di rivolgere un appello all’ONU.