Modolo evoluscion

Vince il Liberazione e al primo anno da professionista arriva quarto alla Sanremo. Gli addetti ai lavori si attendono molto da lui, ma lui modestamente diventa il più modesto degli sprinter italiani. Vittorie e sconfitte in tappine e tappette e anche corse impegnative come l’Agostoni, e quando finalmente vince due tappe al Giro dice che non ha mai capito come ha fatto ad arrivare quarto a Sanremo. Il contrario di colleghi come Bonifazio e Colbrelli o dello stilista Nizzolo che sembrano convinti di poter spaccare il mondo. Poi l’anno scorso pochi risultati e quest’anno inizia uguale. Per un velocista non vincere neanche una corsetta è grave. E si va al nord: decimo a Wevelgem e sesto al Fiandre. Si ributta nelle volate in Croazia, ne vince una ma ne perde due contro un corridore affetto da prostatite, e in quella finale, con l’arrivo in salita e sul pavé, vince per distacco. Al Giro neanche riesce a infilarsi nella mischia, e quel che è peggio accusa gli sprinter di farsi trainare e poi non fa i nomi. Ma la prima corsa in linea, e di un certo livello, il G.P. di Gippingen, la vince battendo Degenkolb e il Bonifazio convinto di spaccare il mondo. Certo, a Gippingen ha vinto pure Nizzolo, ed è un risultato che può valere quanto la Freccia brabantina di Colbrelli. Ma il tutto, più che a un’incostanza di risultati, fa pensare a un’evoluzione in corridore da classiche, e Cassani farebbe bene a tenerlo d’occhio per Europei e Mondiali, piuttosto che puntare su corridori che ormai si è capito che non hanno più molto da evolversi, tipo Ulissi.