LA ZERIBA SUONATA – rock adulto

Uno conosce per sentito dire, anzi, per sentito suonare, il rock neonato e quello in età evolutiva degli anni 60, poi sente quello vizioso dei 70, e poi quello giovanile arrabbiato del punk e quello depresso da suicidio giovanile del dark e quello ancora giovane del pop degli 80, The Smiths su tutti, che sono ragazzi, qualcuno c’ha la spina nel fianco qualcun altro forse no, e insomma si arriva agli enta e uno si chiede se è possibile un rock adulto. Ma non quello che ha più a che fare col blues e la canzone americana, come Tom Waits, né quello di vecchi gruppi che sembrano la caricatura di sé stessi come i Rolling Stones, tantomeno quello tamarro definito Adult Oriented Rock, che rimane una cosa da ragazzi. Ora, ognuno potrebbe trovare quello che intende per rock adulto secondo i suoi gusti, sempre ammesso che gli interessi, ma in quel momento lì, nel 1990, per quello che mi riguarda ci pensò ancora una volta quel newyorchese brutto e antipatico e scostante di Lou Reed, con New York, un gran disco al termine di un decennio poco convincente, da cui vi faccio ascoltare Hold on.