ciclisti al quadrato

Quelli che scrivono libri perché scrivono sulle prime pagine dei giornali, o più probabilmente scrivono sulle prime pagine dei giornali perché scrivono libri, gli elzeviristi, i corsivisti, gli opinionisti, i tuttologi, gli tocca scrivere di tutte le cazzate (in tutte le accezioni del termine) che succedono in Italia e nel mondo, ma li pagano. Quelli che commentano sui social li capisco un po’ meno, forse si contentano di potersi sfogare di chissà cosa. E così ecco valanghe di parole su traccie, Caproni, e le ruote quadrate. Con piacere ho constatato che i siti ciclistici, almeno quelli che seguo io, non hanno neanche accennato al compito sulle ruote quadrate, ma forse perché in fondo molti crediamo che, se la costruissero davvero una bicicletta con le ruote quadrate, certi ciclisti funamboli, certi crossisti o certi ragazzi terribili dell’est Europa, Mohoric (coming soon) Kwiatkowski e Sagan, sarebbero capaci di pedalare su una bici così.