PERLINE DI SPORT – Not in my name

Not in my name potrebbe dire Chris Froome se qualche giovinastro o qualche cicloamatore dovesse sfracellarsi pedalando accartocciato su canna e manubrio, in quella posizione che i commentatori distratti, cioè italiani, definiscono ormai alla Froome, e ieri è successo di nuovo con Aru. Sì, è vero che Froome l’ha fatto sulla scena principale del ciclismo mondiale, il Tour 2016, ma è vero anche che alcuni non si lasciano mai scappare l’occasione di poter attribuire colpe e difetti al sudafricanglokenyano. Eppure gli altri, i terribili ragazzi dell’est, hanno pedalato nella stessa posizione ben prima e soprattutto non in corsette di categoria punto2 ma ai mondiali. Sagan a Richmond nel 2015, l’anno prima a Ponferrada quel Kwiatkowski che sembra sia proprio lui che l’abbia insegnato al compagno di squadra Froome, ma prima ancora fu lo sloveno Mohoric, uno che non è inferiore a Sagan in acrobazie, al mondiale under 23 di Firenze 2013. In Slovenia gli hanno dedicato questo piccolo video. Su internet c’è anche una sintesi di quel mondiale, un video di una decina di minuti; io ho preferito postare questo, ma se qualcuno ha tempo e curiosità a sufficienza, vada a cercarlo, anche per vedere l’ordine di arrivo.