i magliari

Per tanti anni mi sono chiesto perché c’erano tante maglie nere o comunque scure in gruppo, e la Sky e la vecchia Cervélo e la Trek e la Dimension Data e altre ancora. Oggi, a Dusseldorf con la dieresi, alla presentazione del Tour, varie squadre hanno indossato una maglia nuova e più chiara, pure quei testoni, pardon, quegli scienziatoni della Sky, dopo numerose e approfondite ricerche di laboratorio, hanno concluso che col caldo del luglio francese la maglia nera non è l’ideale. Meno male. Poi c’è il discorso dei patrioti italiani, dei tifosi nazionalisti, e quelli, disperando anche il più ottimista di loro che Aru vinca il Tour e che quei due lì, Ulissi e Colbrelli, vincano una tappa, ormai si contentano che la maglia tricolore del campione italiano valorizzi i colori della bandiera e non li nasconda tra un logo e uno sponsor. Dopo le polemiche per la maglia di Nibali, con Aru l’Astana non ha badato a spese sui colori e così il tricolore è in bella vista. Missione compiuta, tutto quello che si poteva ottenere si è ottenuto, ora gli italiani possono pure tornare a casa. Si gradiscono smentite.