Tanto per gradire, si fa per dire

Tanto per gradire: prima tappa del Giro d’Italia femminile, addirittura prima serata, per una mezzora, che non è poco e neanche molto. Poi si tratta della cronosquadre, che non è il massimo in quanto a pathos, e vabbe’. Vince la Boels che lascia la soddisfazione della rosa alla canadese Canuel, che è uno dei punti di forza in questa specialità in cui sono campionesse mondiali. Nei prossimi giorni, se ho ben capito, le immagini delle altre tappe dovrebbero essere trasmesse all’interno della lunga trasmissione del Tour, e forse il Giro Rosa avrà più pubblico così che se fosse trasmesso a parte, semmai dopo, con gli spettatori stanchi per aver corso, pardon, visto una tappa resa ancora più estenuante dai commentatori Rai, e quest’anno si spera senza le cronache gialle di AdS. Però pure mi chiedo quanto una piccola sintesi o una minidiretta possa far apprezzare la corsa delle donne. Alla fine non credo che le ragazze totalizzeranno lo stesso numero di ore della Maratona dles Dolomites, ma non bisogna confondere le cose. Il Giro Rosa è ciclismo, la Maratona è un megaspot turistico alberghiero col pretesto del ciclismo, con i cicloamatori che si divertono faticando e alcuni VIPs che partecipano o presenziano per reciproca pubblicità, dando anche modo ai giornalisti di esercitare la loro ars leccatoria. La speranza è che, almeno, nessuno di questi vips ci propini un domani le sue memorie ciclistiche come già accaduto.

Karol Ann Canuel in borghese prendeva confidenza col rosa.