Per stavolta passi

I grandi giri sono un’avventura anche solo a seguirli in tv, ma io preferisco le corse in linea e perciò non mi è piaciuto che Michal Kwiatkowski abbia corso il Tour facendo soltanto il gregario di Froome senza cercare mai una vittoria di tappa, tranne forse l’ultima crono. Però almeno il Tour gli ha dato la condizione per vincere la Clasica di San Sebastian, aumentando non solo la quantità ma anche la varietà delle sue vittorie. Oltre al Mondiale e alla Sanremo, Kwiato ha vinto nelle Fiandre (Harelbeke) e nelle Ardenne (Amstel), due volte le Strade Bianche e ora la corsa basca, che una volta era quasi per scalatori, per dire l’ha vinta 3 volte Lejarreta, ma ora sta diventando quasi tipo Sanremo, dato che cercano sempre salite nuove per fare selezione. Ora se mantiene la forma Kwiatkowski può far bene sia agli imminenti Europei che ai Mondiali, sia in linea, dove lottare col suo rivale generazionale Sagan che oggi ha vinto proprio in Polonia, sia a crono, dove c’è una congiuntura favorevole. Ma oggi c’è stato anche chi ha detto che Landa ha dovuto “ingoiare un altro boccone amaro” perché anche stavolta ha lavorato per un compagno di club, e mi chiedo se le persone così sensibili che si dispiacciono di questa cosa non sono gli stessi che in passato accusavano il basco di non essere gregario leale di Aru. Beh, Landa la sua opportunità se l’è giocata più volte, ma se è scattato in salita e gli è andato dietro Gallopin, lui che in volata ha perso con Nibali nulla poteva contro il francese che si butta anche in volate di gruppo. Ha tentato anche da finisseur e buon per la squadra che Dumoulin, una volta raggiuntolo, non abbia tirato dritto e che Gallopin abbia portato sotto Kwiatkowski. Ma nel ciclismo bisogna anche essere pronti a cogliere le occasioni e non tutti ne sono capaci.

E a Bakelants niente.