LA ZERIBA SUONATA – il funk al tempo di Freddy Maertens

A distanza di venti anni dal revival della musica di serie b, easy lounge library-music e via cantando e suonando, il lavoro di recupero e riscoperta non finisce, e, passata la moda, sono rimaste persone realmente interessate. L’etichetta Sdban di Stefaan Vandenberghe si è dedicata alla musica belga dagli anni 70 fino ai primi 80, insomma gli anni d’oro del ciclismo di quel paese ma questo non c’entra, semmai c’è da dire che dopo la musica belga è cambiata, con nomi (Telex per iniziare) etichette (Les Disques du Crépuscule) e suoni nuovi. Il risultato sono due doppie antologie intitolate Funky Chicken, del 2014, e Funky Chimes, del 2017, che raccolgono incisioni di qualche nome relativamente famoso della scena dance e jazz, o di turnisti e “mercenari”, anche con nomi e tratti somatici per niente fiamminghi o valloni, che quando se ne dava l’occasione, ad esempio nell’urgenza di lati b inteso nel senso vinilico (ché l’accezione anatomica del termine, nata per far finta di non essere volgari e ormai troppo diffusa è una cosa che non se ne può più e volgare anzichenò), potevano tanto produrre orrori quanto sperimentare, e dare la loro versione di funk, jazz, latin, con opzioni elettroniche e psichedeliche. Gli scavi sono stati condotti tra b-side e dischi oscuri. Uno dei gruppi famosi,  vabbe’, famosucci, sono i Chakachas che aprono la prima antologia con Stories.

Nella seconda uscita ci sono cose più sperimentali, e addirittura c’è  Pink Movement dei fantomatici Experience che fu pubblicato su un flexy 5 pollici, che neanche pensavo che esistesse questo formato, da una serie di 6 dischetti da collezionare usciti in omaggio in confezioni di biscotti e di pasta.

Una doverosa precisazione, infine, per gli appassionati di atletica: i due ragazzini ritratti sulla copertina della seconda raccolta non sono i gemelli Jonathan e Kévin Borlée.

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