Una poltrona per due

Scrivevo qualche giorno fa che secondo me quella per il dualismo nel ciclismo è una fissazione degli italiani, con certi dell’ambiente che farebbero carte false per crearlo dove non c’è. Ci provarono con Bugno, uomo tranquillo, prima vs Fondriest poi vs Chiappucci ma gli andò male. E oggi è successo che Annemiek Van Vleuten, che da specialista di cronoprologhi (lo vinse anche a Caserta nel 2014) è diventata fortissima a cronometro, ha fatto il miglior tempo al Mondiale, non è neanche arrivata, datele il tempo di rifiatare, no, subito i commentatori italiani hanno detto che con la Van Der Breggen, appena spodestata, non si sono neanche salutate, chissà che rivalità che c’è, non hanno neanche preso il tè delle 5 insieme, se tutto va bene si accapiglieranno, ci sarà una faida lunga e sanguinosa tra le famiglie, e intanto quando Annemiek si siederà sulla sedia calda che spetta alla prima, Anne sicuro gliela sfilerà di sotto, facendola cadere sulle terga forse ancora doloranti dalla caduta di Rio, davvero impressionante, anzi facciamo vedere la foto con lei a terra sanguinante, che brutta immagine, facciamola vedere ancora un po’ poi la togliamo perché non si può vedere, tanto poi la riproponiamo un’altra volta. E invece niente di tutto questo, le due olandesi hanno seguito insieme gli ultimi arrivi e festeggiato la doppietta.

Le due olandesi cercano di accoltellarsi reciprocamente alla schiena, almeno così pensano in RAI.

Del resto, oltre che frequentemente compagne in nazionale, sono state insieme anche nella Rabo, con Vos Ferrand-Prevot Niewadoma Brand, un’invincibile armata, in cui Annemiek faceva l’animatrice sul palco trascinando le compagne a fare il trenino, non quello per la volata, quello danzereccio. E oggi non ha ballato ma ha abbracciato, correndo a destra e a manca e saltando transenne, almeno la metà dei presenti, e forse, mentre scrivo, starà abbracciando l’altra metà. Detto questo, avrei una modesta proposta per una mezza spending review. La RAI si sa ha tagliato un canale sportivo, e in alcune manifestazioni internazionali non ha inviato nessuno sul luogo ma c’è stato il commento da studio. Ecco, se nel ciclismo si pensasse a tagliare proprio lo studio? Non so quanto si risparmierebbe, ma almeno ne guadagnerebbe lo spettacolo. Bisogna sempre pensare un paragone col calcio. Ad esempio pensate se durante una partita, non a gioco fermo ma con le azioni in corso, ci si collegasse con lo studio, e si inquadrasse il o la giornalista con la partita intravista sullo sfondo, e poi si chiedesse il parere di un ex calciatore, e poi quello di uno storico, e poi si parlasse anche di una partita futura, forse più importante, ma intanto c’è questa, e mentre continuano le azioni, un bel servizio storico in bianco e nero; ecco, cosa direbbero pubblico e giornalisti se succedesse questo? Per dire, Binda ha vinto tre mondiali 90 anni fa e proprio oggi, proprio durante la crono femminile, vi viene in mente di ricordarlo?

Caserta, 7 luglio 2014. Sul palco Van Vleuten e Van Der Breggen si tengono a distanza e si guardano visibilmente in cagnesco. E’ l’inizio di una acerrima rivalità. Forse.