Predizioni

Bergen è la città più piovosa d’Europa e durante i Mondiali si prevede pioggia. Infatti in questi giorni c’è stato spesso il sole e neanche oggi ha piovuto. Ma gli italiani si auguravano la pioggia, perché Colbrelli e Trentin vanno forte col bagnato e poi la corsa viene più selettiva, dimentichi della lezione di Firenze 2013. Successe che Nibali vinse la Tirreno Adriatico attaccando Froome nella discesa bagnata e allora se il  ciclismo non è un’opinione se piove al Mondiale vince Nibali. Al Mondiale venne a piovere, Nibali scivolò sul bagnato. Però quando quelli della RAI sono sbarcati a Bergen doveva essere brutto tempo, perché Pancani ha raccontato di aver predetto che Martinello oggi sarebbe stato raffreddato. E oggi Martinello aveva la voce più che roca, e peccato allora che Pancani non lavori più a contatto con AdS. Scopro che a Bergen è stata girata qualche scena dell’ultimo film del sedicente comico Checco Zalone, quel film che è piaciuto alla Confindustria e ai giornali della Confindustria (praticamente tutti), e Cassani dice che la sua non è una nazionale da posto fisso, per questo non ha portato gente che si mette in testa a tirare come Oss (e allora perché Puccio?), ma è una squadra per correre all’attacco e ha portato De Marchi. Ma il cosiddetto “Rosso di Buja” in questo periodo non è quello che 2/3 anni fa attaccava e vinceva pure, è uno che mi pare prigioniero di quel ruolo, fa di mestiere quello che va all’attacco perché ormai gli tocca ma alla Vuelta non è arrivato mai alla fine. E De Marchi entra in una fuga, ma è quella sbagliata, perché ci sono Wellens e Boom che anche loro  vanno forte col bagnato ma la strada è asciutta, e poi l’olandese avrebbe fatto meglio a tentare la botta da finisseur piuttosto che questo attacco da lontano. Quelli della RAI elogiano De Marchi, è un corridore solido, se dovessimo fare una squadra sarebbe il primo nome da prendere in considerazione, e, finita questa frase, il primo nome è anche il primo che si stacca dalla fuga. La salita di Salmon Hill è il punto chiave della corsa, in RAI lo sanno bene, e infatti al terzultimo passaggio ne approfittano per l’ormai famosa tarantella del cambio di rete, si passa da RAISport a RAI3 e, se uno non conoscesse la RAI, si aspetterebbe di trovare dall’altra parte la tavola già imbandita con le immagini della corsa dove l’avevamo lasciata. Invece ci sono giornalisti e politici che già normalmente non ispirano simpatia, figuriamoci ora che si mettono davanti alla corsa. In compenso al penultimo passaggio si pensa bene di mandare la pubblicità. Cassani aveva parlato di corsa d’attacco, ma forse con i suoi non si è spiegato bene, oppure intendeva soltanto di aggregarsi agli attacchi degli altri. Ma gli altri non fanno il “casino” auspicato da Cassani, pochi attacchi e mai più uomini per squadra. Comunque in questa fase si muovono bene Bettiol, Ulissi (chi l’avrebbe mai detto? Siamo forse al tanto atteso salto di qualità del livornese?) e poi Moscon, l’unico che riesce ad andare dietro all’annunciato Alaphilippe. Il tempo per quelli della RAI di elogiare Moscon, corridore che può fare tutto, e il francese stacca l’italiano nel tratto in pavé e la regia norvegese a 3 km dalla fine stacca le immagini, non ci sono più riprese dalla corsa, e stavolta è un problema tecnico, non come nei giorni scorsi quando la regia eccedeva in immagini turistiche e a volte non riusciva a essere nel vivo della corsa. Se la RAI avesse mandato la pubblicità non ci saremmo persi niente. Ci sono le telecamere fisse dall’ultimo km, aspettiamo di vedere spuntare Alaphilippe ancora in testa o il gruppo ricompattato, e invece sbuca un olandese, anzi no, un danese, addirittura Juul Jensen, anzi no, Cort Nielsen, ma Bettiol tira, non si capisce per chi, c’è Trentin, ma c’è anche Sagan, che vince il terzo mondiale consecutivo nonostante il pronostico sfavorevole di BeppeConti, cosa mai accaduta il tris consecutivo, battendo al fotofinish Kristoff, e Viviani potrebbe dire chi di fotofinish ferisce di fotofinish perisce. Meno male che Kristoff non ce l’ha fatta, così per un po’ potremo vedere nelle corse la maglia eurostellata. L’Italia dal 2008 non vince il mondiale e dal 2013 non vince la medaglia di legno, e Trentin riesce a centrare l’obiettivo minore, poi si lamenta, ma dovrebbe ringraziare che Gaviria si è suicidato andando dietro al danese misterioso invece di attendere la volata. E si torna in studio, dove AdS è sempre più insostenibile e quasi zittisce le opinioni a lei non gradite per imporre la sua, ovviamente assolutoria per Cassani, senza ancora sapere che l’ammiraglia è colpevole anche della successiva squalifica di Moscon per traino, cosa di cui Martinello aveva avvisato in diretta . Ma il cittì almeno ha centrato la previsione di un arrivo di 30/40 in volata, mentre BeppeConti ripete sempre la stessa cosa, che Sagan non sbaglia niente, ma sarebbe il caso di aggiungere che non sbaglia niente al mondiale ma nelle classiche sbaglia eccome. Si parla di Moscon come ciclista per il futuro, ma Argentin con un po’ di buon senso precisa che al Mondiale non si va per vedere il corridore del futuro ma per giocarsi le proprie carte. Oggi come in altri giorni nello studio RAI ci sono stati ospiti illustri, solo ieri per la gara delle donne non c’era nessuno, eppure qualcuna si poteva chiamare, ma bisognava stare attenti, perché se si invitava la Luperini, o la Bonanomi, o la Chiappa, poteva essere uno shock per tutti scoprire che si vincevano le medaglie anche prima di Salvoldi. Infine Colbrelli, era uno di quelli che auspicavano la pioggia, non ha piovuto, ufficialmente è arrivato 59esimo ma forse è ancora lì che cerca di bagnare il percorso con l’acqua delle borracce.