2 volumi collettivi

Lucca Comics è il Natale dei fumetti italiani; infatti è ormai tradizione che molte uscite siano previste per l’occasione e quest’anno, tra le tante, Astorina e Mondadori Oscar Ink per i 55 anni di Diabolik pubblicano Diabolik Fuori dagli schemi, che è la riproposta arricchita con nuovi interventi (tipo le ristampe dei cd con bonus track) del volumone Diabolik visto da lontano edito per i 40 anni del famoso mariuolo. Allora si pensò di proporre a fumettisti sia legati al personaggio che estranei di realizzare una piccola storia. Manara per fortuna si limita alla copertina ed è strano che non disegni Eva Kant di spalle. Tra i tanti mi sono piaciuti soprattutto il Diabolik psico-onirico di Brolli e Mattotti, quello esotico-misterico di Sergio Toppi e quello da sit-com di Faraci e Ziche, che ironizzano sulle spiegazioni ad alta voce che il personaggio deve per forza fornire ai lettori per spiegare tutte le macchinazioni e i trucchi messi in atto. Il volume costa 19 euro, che non è molto relativamente alla sua mole (20,5 x 27 x 2,5 cm, e cartonato), per cui se avete spazio ve lo consiglio.

Ho visto un albo in edicola e l’ho comprato subito perché il formato A4 e la copertina mi ricordavano le pubblicazioni degli anni 80 e primi 90 (Frigidaire, Dolce Vita, Tic, eccetera). Insomma l’ho preso come si diceva una volta a scatola chiusa, poi ho scoperto che questo Alias Comics è la raccolta di quattro numeri di un supplemento di Alias/il Manifesto, di cui avevo sentito parlare. L’iniziativa è lodevole a priori, vista la scomparsa delle riviste dalle edicole. Qui ci sono serie commissionate per la circostanza e altre riportate in vita, come Stella Rossa di Catacchio, e sarebbe opportuno che ora Alias Comics ne garantisse la continuità. Può lasciare perplessi la riproposizione di storie già pubblicate altrove, per di più oltre 10 anni fa, ma proprio tra queste ultime c’è quella che mi è piaciuta di più: Gloria di Vanzella e Genovese. In altre serie mi sembra che i riferimenti alla realtà sociale presente o futuribile/preconizzabile, forse inevitabili trattandosi dell’inserto di un quotidiano politicizzato, rendano meno convincenti le storie, come ad esempio Brenda Cowgirl di Stefano Zattera, qui molto meglio come copertinista, anche se trovo divertenti le grottesche avventure di Bravado, vecchio diggei cinico ricco e impasticcato che vuole mantenersi giovane a tutti i costi, opera di Cajelli Voglino e Maconi. Comunque questo supplemento a fumetti, se continuerà, in qualunque formato continuerà, vale la pena seguirlo, il quotidiano fate voi.

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