A spasso con la Zeriba – E quindi uscimmo a riveder l’antenna

Diciamo la verità, la storia delle antenne è un grande sollievo per i giornalisti e i commentatori italiani, alcuni dei quali hanno già difficoltà con la madrelingua, dall’ex Sgarbozza a Garzelli che sbaglia tutte le finali, ma che così possono parlare di salita delle antenne invece di tentare di pronunciare il nome Eyserbosweg. Ma ci sono davvero e dove sono tutte queste antenne? Andiamo a verificare e, con la macchina non del tempo ma dello spazio, arriviamo ad Eys, un villaggio del comune di Gulpen-Wittem nel sud del Limburgo, nella valle del ruscello dell’Esserbeek. Da qui parte la salitella che dopo un chilometro e cento porta alla vertiginosa altitudine di 187 metri. E già, perché qui tutto va ricondotto a parametri olandesi. Le vette non sono quelle alpine e la densità abitativa non è quella dell’agro aversano, per cui se dico che partiamo dall’abitato intendo che ci sono delle piccole villette, poi la strada sale quasi dritta, non ci sono tornanti

e a un certo punto ecco che appare l’Antenna, una sola. Poi aumenta la vegetazione ai bordi della strada, si infittisce, qui è difficile fare selezione, tanto più che mancano ancora 30/40 km all’arrivo, e alla fine termina la boscaglia e ci si ritrova circondati dai campi, come se si uscisse da un tunnel alla luce.

E l’antenna dove è finita? Salendo l’abbiamo persa di vista, ci giriamo indietro ed eccola là: si era nascosta dietro la fratta.